Partito Democratico Circolo Esquilino
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I SONETTI DI GLORIA

STO GOVERNO

Me pare loffio e puro inconcrudente.
Penseno solo a tirà a campà,
restà su le portrone , ar Presidente,
senza affrontà le vere gravità.

Più d’un mese de chiacchere su gnente,
Letta me pare un quaquaraquà.
Tentenna, ammicca, è vago. Inconcrudente:
in preda ar pidielle sta a abbozzà.

Le larghe intese ciànno già fregato
Co Monti, la Fornero. E mo ch’avemo
rifatto l’elezzioni er risurtato

è che diciotto mesi aresteremo
in mano a sto ridicolo mercato
cor piddì a lo sbando e a lo stremo.

2013   Gloria Gerecht

 

Tante storie, un'anima

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Prima Assemblea dei Circoli del PD del Lazio: 12 settembre a Roma PDF Stampa E-mail
Sabato 27 Settembre 2008 21:11

Venerdì 12 settembre, a partire dalla tre del pomeriggio, si terrà a Roma, presso il Centro Congressi Frentani, la prima riunione regionale dei coordinatori e delle coordinatrici dei Circoli del Partito Democratico del Lazio. Questa la decisione scaturita al termine della riunione tra il Segretario regionale Nicola Zingaretti e i coordinatori delle federazioni del Lazio il 3 settembre u.s..

Questo importante appuntamento, che sarà concluso da Nicola Zingaretti, servirà a lanciare la campagna del tesseramento rendendo protagonisti i circoli territoriali e contribuendo, inoltre, all’iniziativa politica in vista della Manifestazione nazionale “Salva l’Italia”.

“Sono convinto che un’occasione di ascolto, confronto e rilancio unitario del partito sia utile e necessaria - commenta il segretario del Pd del Lazio Nicola Zingaretti – E che sia fondamentale rimettersi subito in movimento, senza perdere tempo e guardando concretamente alle cose da fare. Il nostro obiettivo primario è affrontare al meglio le fondamentali scadenze politiche di questo autunno, a cominciare dal tesseramento e dalla grande manifestazione del 25 ottobre a Roma, ricostruendo un clima di entusiasmo e di partecipazione intorno al progetto del Pd e alla sua azione come principale forza di opposizione a questo governo”

“La scelta – dichiara il responsabile dell’organizzazione Alessio D’Amato – è quella di valorizzare i circoli del PD, che nel Lazio sono 498, affinché sia potenziata l’iniziativa politica partendo dai territori e dai posti di lavoro”.

 
SALVA L'ITALIA: firma la petizione a sostegno della manifestazione del 25 ottobre. PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Agosto 2008 21:08

Cari amici, cari compagni,
da ieri è online all’interno del portale www.partitodemocratico.it., il nuovo spazio dedicato alla campagna “Salva l’Italia”.

La campagna, con l’obiettivo di raccogliere 5 milioni  di firme fino al giorno della manifestazione nazionale del 25 ottobre,  è una straordinaria occasione per coinvolgere attorno alla nostra piattaforma le forze sociali ed economiche dei nostri territori e tantissimi cittadini che vedono nel Partito Democratico un riferimento per impegnarsi e  partecipare..

Nella pagina online di “Salva l’Italia”  troverete, oltre al numero aggiornato in tempo reale delle firme raccolte, le tappe del pulman,  le i-card sui temi principali della petizione, una sezione dedicata alla raccolta di foto e filmati delle iniziative collegate alla campagna  e molto altro ancora da diffondere nella rete, in modo da innescare un meccanismo di viral-marketing a sostegno della campagna.

Soprattutto, è importante diffondere in rete  e assicurarsi che tutti i siti e i blog delle nostre organizzazioni abbiano ben visibile nella propria on page il bunner “Io firmo”,  che è scaricabile dalla pagina nazionale e attraverso il quale è possibile raccogliere le adesioni online alla petizione.

Potete inviare notizie o informazioni sulla campagna nel vostro territorio, in  modo che vengano pubblicate sul sito scrivendo a : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Per ogni informazione, il nostro dipartimento è a disposizione.


A presto  

Francesco Verducci
Responsabile Comunicazione Online
Via Sant'Andrea delle Fratte 16
00187 Roma - tel 06 695321

 
ADESIONE ALLA FIACCOLATA DEL 28 LUGLIO PDF Stampa E-mail
Sabato 26 Luglio 2008 21:06

Il circolo Esquilino aderisce alla fiaccolata promossa dalla CGIL e dalla CISL contro i tagli  previsti dal Decreto Tremonti e contro la politica di smantellamento del servizio pubblico, In coerenza anche alla scelta operata dalla direzione romana del 24 luglio u.s. che ha votato all'unanimità un ordine del giorno con l'adesione  nella seduta plenaria.

La fiaccolata è prevista lunedì 28 luglio 2008 alle ore 20.00 con partenza da Piazza Madonna di Loreto (Piazza Venezia) e arrivo al Colosseo.

 
La " questione morale " per Enrico Berlinguer PDF Stampa E-mail
Giovedì 24 Luglio 2008 21:04

Intervista di Eugenio Scalfari a Enrico Berlinguer

La passione è finita?
Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss". La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi. Per la DC: Bisaglia in Veneto, Gava in Campania, Lattanzio in Puglia, Andreotti nel Lazio, De Mita ad Avellino, Gaspari in Abruzzo, Forlani nelle Marche e così via. Ma per i socialisti, più o meno, è lo stesso e per i socialdemocratici peggio ancora...

Lei mi ha detto poco fa che la degenerazione dei partiti è il punto essenziale della crisi italiana.
È quello che io penso.

Per quale motivo?
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.

Lei fa un quadro della realtà italiana da far accapponare la pelle.
E secondo lei non corrisponde alla situazione?

Debbo riconoscere, signor Segretario, che in gran parte è un quadro realistico. Ma vorrei chiederle: se gli italiani sopportano questo stato di cose è segno che lo accettano o che non se ne accorgono. Altrimenti voi avreste conquistato la guida del paese da un pezzo.
La domanda è complessa. Mi consentirà di risponderle ordinatamente. Anzitutto: molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte. È un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti. Ebbene, sia nel '74 per il divorzio, sia, ancor di più, nell'81 per l'aborto, gli italiani hanno fornito l'immagine di un paese liberissimo e moderno, hanno dato un voto di progresso. Al nord come al sud, nelle città come nelle campagne, nei quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche settimane.

Veniamo all'altra mia domanda, se permette, signor Segretario: dovreste aver vinto da un pezzo, se le cose stanno come lei descrive.
In un certo senso, al contrario, può apparire persino straordinario che un partito come il nostro, che va così decisamente contro l'andazzo corrente, conservi tanti consensi e persino li accresca. Ma io credo di sapere a che cosa lei pensa: poiché noi dichiariamo di essere un partito "diverso" dagli altri, lei pensa che gli italiani abbiano timore di questa diversità.

Sì, è così, penso proprio a questa vostra conclamata diversità. A volte ne parlate come se foste dei marziani, oppure dei missionari in terra d'infedeli: e la gente diffida. Vuole spiegarmi con chiarezza in che consiste la vostra diversità? C'è da averne paura?
Qualcuno, sì, ha ragione di temerne, e lei capisce subito chi intendo. Per una risposta chiara alla sua domanda, elencherò per punti molto semplici in che consiste il nostro essere diversi, così spero non ci sarà più margine all'equivoco. Dunque: primo, noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni. Ecco la prima ragione della nostra diversità. Le sembra che debba incutere tanta paura agli italiani?

Veniamo alla seconda diversità.
Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata.

Onorevole Berlinguer, queste cose le dicono tutti.
Già, ma nessuno dei partiti governativi le fa. Noi comunisti abbiamo sessant'anni di storia alle spalle e abbiamo dimostrato di perseguirle e di farle sul serio. In galera con gli operai ci siamo stati noi; sui monti con i partigiani ci siamo stati noi; nelle borgate con i disoccupati ci siamo stati noi; con le donne, con il proletariato emarginato, con i giovani ci siamo stati noi; alla direzione di certi comuni, di certe regioni, amministrate con onestà, ci siamo stati noi.

Non voi soltanto.
È vero, ma noi soprattutto. E passiamo al terzo punto di diversità. Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell'economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l'iniziativa individuale sia insostituibile, che l'impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante. Ma siamo convinti che tutte queste realtà, dentro le forme capitalistiche -e soprattutto, oggi, sotto la cappa di piombo del sistema imperniato sulla DC- non funzionano più, e che quindi si possa e si debba discutere in qual modo superare il capitalismo inteso come meccanismo, come sistema, giacché esso, oggi, sta creando masse crescenti di disoccupati, di emarginati, di sfruttati. Sta qui, al fondo, la causa non solo dell'attuale crisi economica, ma di fenomeni di barbarie, del diffondersi della droga, del rifiuto del lavoro, della sfiducia, della noia, della disperazione. È un delitto avere queste idee?

Non trovo grandi differenze rispetto a quanto può pensare un convinto socialdemocratico europeo. Però a lei sembra un'offesa essere paragonato ad un socialdemocratico.
Bè, una differenza sostanziale esiste. La socialdemocrazia (parlo di quella seria, s'intende) si è sempre molto preoccupata degli operai, dei lavoratori sindacalmente organizzati e poco o nulla degli emarginati, dei sottoproletari, delle donne. Infatti, ora che si sono esauriti gli antichi margini di uno sviluppo capitalistico che consentivano una politica socialdemocratica, ora che i problemi che io prima ricordavo sono scoppiati in tutto l'occidente capitalistico, vi sono segni di crisi anche nella socialdemocrazia tedesca e nel laburismo inglese, proprio perché i partiti socialdemocratici si trovano di fronte a realtà per essi finora ignote o da essi ignorate.

Dunque, siete un partito socialista serio...
...nel senso che vogliamo costruire sul serio il socialismo...

Le dispiace, la preoccupa che il PSI lanci segnali verso strati borghesi della società?
No, non mi preoccupa. Ceti medi, borghesia produttiva sono strati importanti del paese e i loro interessi politici ed economici, quando sono legittimi, devono essere adeguatamente difesi e rappresentati. Anche noi lo facciamo. Se questi gruppi sociali trasferiscono una parte dei loro voti verso i partiti laici e verso il PSI, abbandonando la tradizionale tutela democristiana, non c'è che da esserne soddisfatti: ma a una condizione. La condizione è che, con questi nuovi voti, il PSI e i partiti laici dimostrino di saper fare una politica e di attuare un programma che davvero siano di effettivo e profondo mutamento rispetto al passato e rispetto al presente. Se invece si trattasse di un semplice trasferimento di clientele per consolidare, sotto nuove etichette, i vecchi e attuali rapporti tra partiti e Stato, partiti e governo, partiti e società, con i deleteri modi di governare e di amministrare che ne conseguono, allora non vedo di che cosa dovremmo dirci soddisfatti noi e il paese.

Secondo lei, quel mutamento di metodi e di politica c'è o no?
Francamente, no. Lei forse lo vede? La gente se ne accorge? Vada in giro per la Sicilia, ad esempio: vedrà che in gran parte c'è stato un trasferimento di clientele. Non voglio affermare che sempre e dovunque sia così. Ma affermo che socialisti e socialdemocratici non hanno finora dato alcun segno di voler iniziare quella riforma del rapporto tra partiti e istituzioni -che poi non è altro che un corretto ripristino del dettato costituzionale- senza la quale non può cominciare alcun rinnovamento e sanza la quale la questione morale resterà del tutto insoluta.

Lei ha detto varie volte che la questione morale oggi è al centro della questione italiana. Perché?
La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semmplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono profare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.

Signor Segretario, in tutto il mondo occidentale si è d'accordo sul fatto che il nemico principale da battere in questo momento sia l'inflazione, e difatti le politiche economiche di tutti i paesi industrializzati puntano a realizzare quell'obiettivo. È anche lei del medesimo parere?
Risponderò nello stesso modo di Mitterand: il principale malanno delle società occidentali è la disoccupazione. I due mali non vanno visti separatamente. L'inflazione è -se vogliamo- l'altro rovescio della medaglia. Bisogna impegnarsi a fondo contro l'una e contro l'altra. Guai a dissociare questa battaglia, guai a pensare, per esempio, che pur di domare l'inflazione si debba pagare il prezzo d'una recessione massiccia e d'una disoccupazione, come già in larga misura sta avvenendo. Ci ritroveremmo tutti in mezzo ad una catastrofe sociale di proporzioni impensabili.

Il PCI, agli inizi del 1977, lanciò la linea dell' "austerità". Non mi pare che il suo appello sia stato accolto con favore dalla classe operaia, dai lavoratori, dagli stessi militanti del partito...
Noi sostenemmo che il consumismo individuale esasperato produce non solo dissipazione di ricchezza e storture produttive, ma anche insoddisfazione, smarrimento, infelicità e che, comunque, la situazione economica dei paesi industializzati -di fronte all'aggravamento del divario, al loro interno, tra zone sviluppate e zone arretrate, e di fronte al risveglio e all'avanzata dei popoli dei paesi ex-coloniali e della loro indipendenza- non consentiva più di assicurare uno sviluppo economico e sociale conservando la "civiltà dei consumi", con tutti i guasti, anche morali, che sono intrinseci ad essa. La diffusione della droga, per esempio, tra i giovani è uno dei segni più gravi di tutto ciò e nessuno se ne dà realmente carico. Ma dicevamo dell'austerità. Fummo i soli a sottolineare la necessità di combattere gli sprechi, accrescere il risparmio, contenere i consumi privati superflui, rallentare la dinamica perversa della spesa pubblica, formare nuove risorse e nuove fonti di lavoro. Dicemmo che anche i lavoratori avrebbero dovuto contribuire per la loro parte a questo sforzo di raddrizzamento dell'economia, ma che l'insieme dei sacrifici doveva essere fatto applicando un principio di rigorosa equità e che avrebbe dovuto avere come obiettivo quello di dare l'avvio ad un diverso tipo di sviluppo e a diversi modi di vita (più parsimoniosi, ma anche più umani). Questo fu il nostro modo di porre il problema dell'austerità e della contemporanea lotta all'inflazione e alla recessione, cioè alla disoccupazione. Precisammo e sviluppammo queste posizioni al nostro XV Congresso del marzo 1979: non fummo ascoltati.

E il costo del lavoro? Le sembra un tema da dimenticare?
Il costo del lavoro va anch'esso affrontato e, nel complesso, contenuto, operando soprattutto sul fronte dell'aumento della produttività. Voglio dirle però con tutta franchezza che quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli -come al solito- ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l'operazione non può riuscire.

«La Repubblica», 28 luglio 1981

 
Incontriamoci alla Festa dell'Unità! PDF Stampa E-mail
Lunedì 14 Luglio 2008 21:02

“Ciao, bella!”, è lo slogan per la  Festa dell’Unità di Roma, che, anche quest’anno, si svolge dal 25 giugno al 27 luglio  ed è riproposta nella suggestiva cornice delle Terme di Caracalla.  I promotori hanno voluto sottolineare come il nome della festa prenda spunto della celebre canzone partigiana e dai “ valori della Resistenza e della Costituzione, fondativi del partito che stiamo costruendo”. Il manifesto infatti presenta l’immagine di una ragazza al risveglio mentre, sorridente e fiduciosa, si prepara ad affrontare un nuovo giorno, la nuova stagione del Partito Democratico.La festa organizzata nella città di Roma, soprattutto negli ultimi anni, si è caratterizzata come vera e propria Festa nazionale, sia per le   presenze di personalità ai dibattiti e sia per le iniziative politiche intraprese.                                 

Oggi più di ieri è importante che abbia un grande successo, visto che è necessario riprendere e ridare energia alla costruzione del partito democratico e soprattutto continuare nella strada dell’ascolto dei cittadini per creare un’opportunità nuova che parta veramente dal territorio. Per noi tutti deve essere un'occasione per  dimostrare di avere ancora tanta voglia di lavorare per la città di Roma e per i nostri bellissimi rioni; e non solo, poichè c'è anche una ragione non secondaria che ci deve coinvolgere e spronare a un impegno maggiore, una ragione economica che rappresenta una vera e propria boccata di ossigeno per tutto il Partito, e anche per i nostri circoli.

La situazione di Esquilino è ormai nota:  da tempo  siamo alla ricerca di una sede definitiva ma purtroppo i prezzi proibitivi di affitto di locali  richiesti in zona non ci hanno ancora permesso di trovare, come sarebbe indispensabile ormai per dare una presenza continua e costante sul  nostro territorio, e anche per costruire iniziative efficaci.

Il turno di presenza alla Festa per i Circoli del Primo Municipio sarà quello dal 12 al 27 Luglio e per avere una voce più forte nella costruzione del PD I Municipio il nostro contributo sarà fondamentale . Aiutaci a sostenere questa importante manifestazione partecipando  come volontario , e dando la tua  disponibilità al Circolo PD Esquilino o tramite email  al Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefonando a Massimo Bononi  al n. 328 8111384 .

I turni che sono da assicurare sono i seguenti:
n.  6 persone dal Lunedì al Giovedì
n.  6 persone dal Venerdì alla Domenica 

In questo periodo saranno organizzati nello spazio dedicato incontri e dibattiti, che troverete in allegato, e sarà un’occasione per rivederci e riaffrontare insieme i temi della partecipazione e della presenza territoriale. Inoltre è previsto un dibattito organizzato anche dal nostro circolo, “Pd: un partito per il territorio” il 14 luglio alle 18.00 nello spazio dibattiti del consiglio comunale.

Conto sulla vostra partecipazione!

Lucia Marchi
Coordinatrice Circolo PD Esquilino

 
8 luglio, manifestazione in piazza Navona. Il PD Esquilino aderisce contro le leggi-canaglia. PDF Stampa E-mail
Lunedì 07 Luglio 2008 20:59

Passaparola!

Il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.

Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.

Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza Navona alle 18, per testimoniare con la nostra opposizione - morale, prima ancora che politica - la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.

Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.

I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.
 
Siamo tutte e tutti Rom. Il 7 luglio riempiamo di impronte digitali il Ministero dell'Interno PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Luglio 2008 20:57

Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile  immigrazione Arci
 
E' già iniziata la schedatura e la rilevazione  delle impronte digitali dei rom, minori compresi, nei campi  nomadi con lo scopo di "censire" quanti vi risiedono. Una misura fortemente voluta dal ministro  Maroni, nonostante l'indignazione con cui è stata  accolta da gran parte dell'opinione pubblica.
 
Forti perplessità sulla legittimità di un simile  provvedimento ha espresso anche il Commissario europeo ai  diritti umani. Associazioni laiche e cattoliche, italiane e  internazionali, intellettuali, artisti, giornalisti,  politici hanno denunciato il razzismo di questa misura  giudicata un grave vulnus della democrazia e della  Convenzione per la tutela dei diritti del fanciullo. Un  atto discriminatorio e persecutorio.
 
E' necessario dare visibilità, anche con azioni  simboliche, alla nostra indignazione.
LUNEDI' 7 luglio, a Roma, in Piazza Esquilino, dalle 17  alle 20, l'Arci, col sostegno dell'Aned,  organizzerà una "schedatura" pubblica e  volontaria, raccogliendo le impronte digitali delle  cittadine e cittadini italiani che condividono la nostra  protesta. Centinaia di impronte che invieremo al ministro  con un messaggio: "siamo tutte e tutti rom".
 
Con noi, a farsi "schedare", ci saranno  anche Moni Ovadia, Andrea Camilleri, Dacia Maraini, Ascanio  Celestini e tanti altri.
 
A tutte le forze politiche di opposizione, alle forze  democratiche, alle associazioni, ai media, ai singoli   chiediamo di aiutarci a fermare questo scempio della vita  civile e democratica del nostro paese, in cui il razzismo  è ormai pratica di governo.

 
IL PD E' PARTECIPAZIONE PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Giugno 2008 20:55

Il Circolo territoriale PD ESQUILINO,
seppur consapevole delle difficoltà incontrate nell'organizzazione di un nuovo partito e nel concretizzare in senso riformista le richieste del popolo delle primarie,

ribadisce con energia, soprattutto in conseguenza delle richieste emerse nell'assemblea dei soci fondatori del 16 maggio u.s., la necessità di porre in essere politiche di aperto confronto e di vera partecipazione per tutte le nomine da effettuare sia all'interno del partito che all'esterno nelle sedi istituzionali di ogni livello, in modo da dare reale voce alla voglia di partecipazione dei cittadini,

richiede pertanto di concretizzare con atti e iniziative una democrazia partecipata a tutti i livelli, com'è nello statuto del partito democratico, e conseguentemente,

propone al coordinamento romano, di concerto anche con quello regionale, di convocare entro il mese di giugno l'assemblea dei membri dei coordinamenti dei circoli del I Municipio, allargata ai consiglieri eletti, con il seguente ordine del giorno:
- elaborazione programma politico di municipio;
- costituzione, in via transitoria, di un organo politico di municipio del partito;
- analisi situazione degli organi romani e regionali del partito.

 
Lettera ai soci fondatori del circolo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Maggio 2008 20:52

Carissime e carissimi,
dopo una breve pausa di riflessione, che ci ha permesso di valutare l'esito delle elezioni e di cercare di capire i punti deboli, è necessario riprendere con serenità il nostro cammino, che ci vede insieme dal 14 ottobre nella costruzione di un partito forte, popolare e radicato sul territorio.
Dobbiamo proseguire la strada appena intrapresa del riformismo e dell' innovazione programmatica che ci permette di dialogare con la base produttiva della società italiana, ma soprattutto dobbiamo continuare ad integrarci nel tessuto sociale e dare ascolto alle istanze profonde di una società in evoluzione, combattendo tutte le derive conservatrici.
Per progettare insieme il futuro, a cominciare dal nostro rione Esquilino, siete invitati all'Assemblea dei Soci "Ricominciamo... dall' Esquilino" venerdì 16 maggio alle ore 18.00 nella sala "Fredda" in Via Buonarroti 12 (I Piano) per un'analisi dei punti del programma territoriale sviluppato dal nostro circolo.
Parteciperanno Pino Battaglia, Orlando Corsetti, e Federico Migliaccio.
Vi aspetto
Lucia Marchi
Coordinatrice PD Esquilino

 
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