Partito Democratico Circolo Esquilino
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I SONETTI DI GLORIA

STO GOVERNO

Me pare loffio e puro inconcrudente.
Penseno solo a tirà a campà,
restà su le portrone , ar Presidente,
senza affrontà le vere gravità.

Più d’un mese de chiacchere su gnente,
Letta me pare un quaquaraquà.
Tentenna, ammicca, è vago. Inconcrudente:
in preda ar pidielle sta a abbozzà.

Le larghe intese ciànno già fregato
Co Monti, la Fornero. E mo ch’avemo
rifatto l’elezzioni er risurtato

è che diciotto mesi aresteremo
in mano a sto ridicolo mercato
cor piddì a lo sbando e a lo stremo.

2013   Gloria Gerecht

 

Tante storie, un'anima

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EsquiliNotizie dell’11/07/2010 PDF Stampa E-mail
Lunedì 12 Luglio 2010 02:48

Care amiche e cari amici del rione,

la calura e l’afa picchiano forte, ma armati di ventilatori e buona volontà anche questa volta vi proponiamo una nutrita serie di informazioni sul rione e non solo.

Che poi a pensarci bene l’Esquilino sembra davvero uno spaccato rappresentativo della vita della città e del nostro paese. Un vero intreccio tra l’impegno per la legalità e le cadute nel suo contrario, sprazzi di “buone” notizie e qualche delusione, sempre in bilico sul crinale tra le opportunità di sviluppo e di crescita nell’armonia e nel rispetto e lo scivolamento verso l’intolleranza e il degrado.

In questo numero troverete dunque qualche notizia e osservazioni nostre e dei lettori sull’area Via Principe Amedeo, del mercato e i suoi dintorni; la notizia del restauro ultimato della chiesa di san Vito; la triste notizia della morte di don Gianfranco, parroco molto amato di Sant’Eusebio all’Esquilino; informazioni su una serie di eventi e di incontri di vario  genere previsti nel quartiere; alcuni chiarimenti sulla questione dei parcheggi dei veicoli commerciali nelle strisce blu; una segnalazione ed una richiesta all’ATAC a proposito dei tram che circolano in via Principe Eugenio; l’invito a partecipare con la vostra firma alle ultime battute della campagna per la presentazione della delibera contro Cartellopoli; una nuova rubrica di “vecchie” storie sul Rione raccontate dagli stessi residenti; qualche riflessione e commento di genere diverso (sul nostro notiziario, sugli atteggiamenti dei cittadini che a volte incontriamo per strada).

E poi come sempre, le rubriche Oltre Esquilino, Notizie Migranti, Fuori Orario.

La nostra rubrica di commento agli articoli della Costituzione della Repubblica Italiana, invece, per motivi tecnici salta un turno. Torneremo col prossimo numero. Con l’articolo 10 ed il suo commento, sempre a cura dei Giovani per la Costituzione.

 

COSE CHE POTREBBERO ANDARE MEGLIO CON POCO…

Riceviamo da Fiorella e pubblichiamo con piacere

 

“Salve e grazie delle informazioni e delle iniziative.

In attesa di almeno sapere che cosa siano gli strani manufatti sul tetto della polizia (via principe Amedeo angolo via Mamiani ) e perché ci si possa permettere impunemente di massacrare la vista su piazza Vittorio e la qualità dell'edificio ex convento sede (purtroppo) della polizia,  segnalo che i nuovi marciapiedi in via di costruzione nella stessa area non prevedono veri e propri scivoli per disabili, carrozzine o altro: in via Principe Amedeo non valgono le regole? Gli anziani e i disabili non solo trovano continuamente invasi i parcheggi si fa per dire riservati, ma non possono neppure circolare sulle carrozzine con un qualche agio. Inoltre, perché, per i nuovi marciapiedi (vedi i tratti già costruiti ) si deve usare un materiale così scadente da assorbire ogni sporcizia macchiandosi immediatamente ?

Infine: immagino che sia stato il comune a concedere a un bar l'uso di spazi della ex caserma riutilizzata dall'università (e da negozianti vari di abbigliamento ): non si potrebbero  dunque "obbligare" i gestori a una maggiore pulizia dell'esterno? tavolini e sedie luride, nessun portacenere e quindi centinaia di cicche per terra , nessun cestino portarifiuti, rovinata l'erba intorno ...

Ottima invece, nella stessa ex caserma, la "sartoria" gestita da sarti asiatici: efficienti, gentili, a costi modesti e - finalmente - capace di diversificare un po’... un sollievo per un rione costretto alla serie infinita tutta uguale tutta orrenda tutta sciatta (tutta usata a fini anche impropri con pranzi e merende en plein air di gestori/lavoratori) dei cosiddetti negozi cinesi.

AUGURISSIMI A FASSI... fiorella farinelli”

 

 

…E COSE CHE VANNO NELLA GIUSTA DIREZIONE, PERCHE’ GESTITE BENE

Finalmente è stata concessa l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico a due ristoranti indiani in via Principe Amedeo. Con la fine dei lavori di rifacimento dei marciapiedi (che sono durati troppo, davvero troppo e con troppi problemi di qualità che abbiamo segnalato più volte) nella parte verso via Cairoli, sono comparsi i tavolini sui marciapiedi e con questi anche più pulizia, grazie alle cure dei gestori dei due locali.

Abbiamo parlato con loro e abbiamo concordato che sarebbe proprio bello se si riuscisse ad avere anche dei vasi con le piante lungo il bordo del parcheggio. I negozianti sono anche disponibili ad installarli e a prendersene cura. Trasferiremo al Municipio la proposta, che per la verità era già stata fatta a voce all’assessore Trombetti prima della crisi di giunta. Ora, risolta la crisi, riproveremo a parlarne.

Un’altra idea per rendere l’area più ospitale, dopo tanto lavoro, è quella di fare un accordo con tutti i negozianti affinché tengano pulito il marciapiede raccogliendo i rifiuti che si accumulano durante la giornata e non spostandoli semplicemente giù dal marciapiede. Questo servizio è già realizzato dall’educatissimo gestore indiano di un bar, che si trova proprio di fronte al mercato.

Certo che se l’AMA desse una mano….

 

 

SAN VITO RESTAURATO

Vi siete accorti che si sono quasi conclusi i lavori di restauro della chiesa di San Vito? Colori chiari in facciata e rifacimento completo dell’interno l’hanno resa proprio bella. Abbiamo saputo che probabilmente ci sarà la cerimonia di riapertura in settembre: aspettiamo con piacere il termine della riqualificazione di uno degli angoli più belli del nostro rione.

Speriamo anche che si intervenga sulle situazioni di disagio sociale che sono state segnalate di recente proprio sotto l’arco.

 

 

DON FRANCO CI HA LASCIATI

Patrizia ci ha inviato questo messaggio

“Ciao Roberto, Ciao Emma

ho una comunicazione molto triste: è venuto a mancare Don Franco Parroco di S. Eusebio. Da circa un anno si era ritirato in un istituto ed al Suo posto è subentrato Don Sandro.

I funerali si terranno sabato 10 Luglio alle ore 10,00.

Un saluto a presto

Patrizia e Alessandra Pisano, Edicola P.zza Vittorio Emanuele II”

 

Siamo stati presenti alle esequie e siamo rimasti colpiti dall’intensa partecipazione di tutti i numerosi presenti. Don Franco era una persona molto conosciuta e amata nel nostro rione, così abbiamo deciso di ricordarlo attraverso le parole di una persona che l’aveva conosciuto bene, Valentina.

 

Ciao don Franco

Il giorno 8 Luglio è venuto a mancare Don Gianfranco Martella, parroco per molti anni di Sant’Eusebio all’Esquilino.

Raccogliere una testimonianza che valga più di qualche altra non è facile perché per molte persone don Franco non è stato semplicemente il parroco della propria Chiesa: è stato una guida, un Amico.

Figura semplice, ma carismatica, forte e dolce allo stesso tempo ha rappresentato un punto di riferimento per tanti che da lui hanno potuto imparare con semplicità il senso di una vita spesa per i valori cristiani.

Molti ragazzi conoscono Don Franco da sempre, dal momento che ci ha battezzati e la cosa straordinaria è che si ricordava di tutti noi!

Al suo funerale non erano presenti solo i suoi cari o i suoi amici o le persone a lui più vicine: c’era un intero quartiere. Un quartiere che Don Franco ha sempre amato pur avendo i suoi numerosi problemi.

A volte con pochi bambini o ragazzi era difficile organizzare i gruppi di catechesi per colpa degli scarsi numeri di iscritti, eppure lui ha sempre suggerito a noi catechisti di fare arrivare comunque la nostra testimonianza cristiana anche a pochi.

Ci ha sempre invogliato a costruire il nostro futuro su cose semplici ma profonde come quando ci sosteneva nell’organizzare le pesche di beneficenza da destinare ai poveri o ai bambini del terzo mondo o alle missioni. La carità verso il bisognoso era costante nelle sue omelie e nei suoi insegnamenti. E Sant’Eusebio è per tradizione una parrocchia da sempre ospitale e caritatevole.

La personalità bella di Don Franco si rispecchia tutta nei gruppi giovani che creò negli anni e che poi affidava ai catechisti o ai giovani animatori. Il catechismo era sempre dinamico e attivo e non solo rilegato alle salette dell’oratorio: gite, uscite, passeggiate hanno influito tanto nell’educazione di molti ragazzi.

Chiunque passava dalla sacrestia sapeva che nel parroco avrebbe trovato non solo un padre spirituale attento ai bisogni di chi si confidava con lui, ma trovava un amico che sapeva ascoltare e capire, trovava consigli preziosi e sostegno nella preghiera.

Aveva parole buone per tutti i suoi parrocchiani che conosceva perfettamente e quando erano malati lui stesso, nonostante i suoi problemi di salute, li andava a trovare. Piccole cose, forse per qualcuno anche un po’ banali o scontate, ma che rendono onore alla sua vita spesa totalmente al servizio della comunità.

Ognuno di noi ha trovato un posto ed un ruolo a Sant’Eusebio rendendoci, negli anni, una piccola comunità attiva in armonia con l’intero quartiere.

Don Franco ha lasciato in ognuno di noi un segno positivo di cristianità vissuta nel rispetto del prossimo; ha invogliato noi giovani ad appassionarci alle varie attività che sono nate nell’oratorio, a perseguire con la catechesi per i bambini ed i ragazzi. Ci ha fatto amare il Vangelo senza forzature, insegnandoci ad inserirci nella realtà quotidiana, a vivere nel mondo!

Anche negli ultimi anni, quando la salute diventava sempre più cagionevole, è rimasto un pastore umile e obbediente donandoci un ulteriore esempio di servizio cristiano.

Amava la sua Comunità.

Amava i poveri e i malati.

Amava i giovani.

A Sant’Eusebio lascia un’eredità grande nel segno dell’Amore e della Bontà.”

 

FURGONI: SAREBBE SUFFICIENTE FAR RISPETTARE IL CODICE DELLA STRADA

Abbiamo trovato affisso su portoni e saracinesche di via Principe Amedeo uno strano volantino del Comitato Roma Caput Mundi che inneggiava ad una rivoluzione, non disgiunta da una rinascita in atto nel quartiere, … il cui merito sarebbe da ascrivere al Comitato Esquilino Caput Mundi e ad un consigliere municipale. Oggetto del volantino sono i lavori di rifacimento di via Principe Amedeo, promossi dal I Municipio, e di cui da mesi monitoriamo l’andamento e dei quali parliamo anche in diversi articoli di questo numero, e l’installazione di 250 cartelli che vieterebbero la sosta di autocarri nelle strisce blu.

Incuriositi da tanta enfasi, ci siamo informati meglio.

Ebbene, non esiste alcuna delibera né comunale (che ha la competenza sul traffico e sulle soste) né tanto meno del I Municipio! I cartelli che verranno apposti, semplicemente, richiamano le misure dei mezzi che, secondo il codice della strada, quando parcheggiati all'interno degli appositi stalli delimitati da linee blu o bianche, non possono debordare da esse. Si tratta perciò di una materia legata al controllo da parte della Polizia Municipale e degli ausiliari del traffico e non di una normativa nuova.

Servirebbe invece, come richiesto da anni, istituire una ZTL da Porta Maggiore, che filtri il traffico in entrata e limiti l'accesso ai troppi furgoni presenti poi nel rione: con questo sistema si dovrebbero controllare e far rispettare le aree e gli orari di scarico e carico delle merci. Sarebbe più facile in questo modo indurre un cambio di attività commerciali, favorendo quelle che non necessitano di presenza continua di furgoni per il trasporto. Non si vede tuttavia all'orizzonte nulla di simile.

Anzi, abbiamo saputo che è in discussione un'estensione significatica delle aree di carico e scarico merci nel I Municipio e un'estensione dell'orario. 

Conseguenza di tutto ciò sarà una ulteriore riduzione del numero di posti disponibili per le auto dei residenti e un aumento del traffico "commerciale" che, accanto all'estensione delle zone di sosta dei pullman turistici, indica chiaramente in che direzione si sta muovendo l'amministrazione comunale.   Altro che la liberazione di 500 nuovi posti auto, come inneggia il volantino, altro che rivoluzione, altro che Roma Caput Mundi…

 

 

QUANTI SOLLECITI ALL’ATAC?

Riceviamo da Leonardo del Cielo Sopra Esquilino e pubblichiamo volentieri

 

“Spett.le ATAC Roma

e p.c. Orlando Corsetti presidente 1° Municipio

Da qualche tempo notiamo che i tram in transito in Via Principe Eugenio direzione Porta Maggiore, nella tratta tra Via Cairoli e Via Bixio nelle ore pomeridiane, scaricano il materiale (pietrisco e polvere?) che, crediamo,  dovrebbe servire ad aumentare l'attrito tra ruote e binario per favorirne la frenata.  Ciò non avviene (lo scarico) in presenza  di ostacoli  ma  da quanto apprendiamo (da verificare) per scoraggiare la sosta delle macchine in doppia fila. Se ciò fosse vero, riteniamo che non sia questa la soluzione per risolvere il problema (alleghiamo foto)  in quanto si forma, al passaggio dei tram, autobus e taxi una nuvola di polvere che noi residenti respiriamo.

La soluzioni per risolvere il problema della sosta in doppia fila, la  lasciamo a chi di competenza, mentre chiediamo all'ATAC di intervenire presso il proprio  personale  al fine di evitare di trovare soluzioni improprie che danneggiano la salute di noi residenti. Ci rendiamo conto delle difficoltà giornaliere che il personale conducente ATAC deve affrontare per portare a termine le corse nei tempi previsti e dello stress che devono sostenere, ma anche loro devono rendersi conto che non è con lo scarico del materiale frenante  che si risolve la questione. Fiduciosi che la "questione" verrà affrontata e risolta con celerità, ringraziamo per quanto vorrete e potrete fare.

Associazione "Il cielo sopra Esquilino"
Leonardo Mento
Responsabile territorio”

 

Ci risulta che ben al quinto sollecito dall’ATAC non sia arrivata ancora nessuna risposta.

 

 

 

 

INSIEME – DIALOGHI DI SOLITUDINE

Riceviamo da Floriana e proponiamo con piacere ai nostri lettori questa iniziativa

 

Domenica, 25 luglio 2010 alle ore 11:00

da Fassi in via Principe Eugenio 65-67, Roma

si apre il ciclo d’incontri estivia cura di

Floriana Scarcia & Silvia Peronaci

(psicoanalista e consulente filosofica)

 

«Insieme - dialoghi di solitudine»

 

Sei gentilmente invitata/o ad essere dei nostri per raccontare la solitudine, ascoltarla e farla parlare…

 

Partecipazione gratuita, consumazione a parte

Si prega di confermare la propria presenza scrivendo a questa e-mail:

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

 

“TRA LE VOLTE” CI SEGNALA UN EVENTO GASTROSOFICO

Riceviamo e con piacere giriamo l'invito, un'ottima occasione per conoscere questo luogo!

Lo Scoglio di Frisio

Ristorante dove dal 1928 si incontrano

 

italiani e stranieri, artisti ed intellettuali... in cammino,

invita la S.V.

a un evento Gastrosofico di cibo ed ambiente

Lunedì 19 luglio 2010 dalle 19  

Dalla Gastronomia alla Gastrosofia

“Se la riflessione sulla storia, come scrisse Eugen van Vaerst nel suo “Gastrosophie oder Lehre von Freuden der Tafel” è la filosofia della storia, la riflessione sulla gastronomia può dirsi certamente Gastrosofia. Quindi, se la riflessione sul passato può costituire un elemento di libertà per il futuro, così la riflessione sulla gastronomia, determinando un distacco dalla fagocitazione immediata del cibo, si costituirà come elemento fondativo del gusto  e della libertà conviviale. Sentire, scoprire, assaggiare, natura, le stagioni e il mercato, cucina, la terra distilla l’energia del cielo: vino… nutrire… materia e spirito... divenire se stessi, giorno da giorno, sentire, sapori, assaggiare… Ecco alcune note della cucina qualità-verità tratte dal manifesto gastrosofico o…la dottrina del piacere a tavola che Eugenio è deciso a 'effondere'”.  Gaetano Sciortino  

r.s.v.p. Via Merulana 256, tel. 06 4872765 – 06 4873115 romarestaurant@scogliodifrisio.com

 

Associazione Culturale TRAleVOLTE
Piazza di Porta San Giovanni, 10
00185 Roma
Tel e fax 0039 06 70491663 
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.tralevolte.org

 

BENALTRISMO, QUESTO “CONOSCIUTO”

E’ una nuova ideologia, una filosofia del disimpegno, un cinismo emergente. E’ il “benaltrismo”.  L’avrete conosciuto anche voi sicuramente, nella nebbia del tanto meglio tanto peggio.

Quando i cittadini che credono sia importante partecipare al cambiamento (in meglio) della nostra società si mobilitano con campagne di vario genere che mettono in evidenza possibili collusioni, effetti nefasti di scelte amministrative quanto meno superficiali, cattiva gestione della cosa pubblica, ecco emergere il “benaltrismo”.  Facciamo un esempio per chiarire il concetto: stiamo raccogliendo firme contro il mega-parcheggio di Termini o contro il dilagare dei cartelloni pubblicitari abusivi o illegali, contro il devastante pianificato gran premio di formula 1 e fermiamo i passanti per illustrare le proposte e i problemi.

In quel momento, solo a volte per fortuna, ma comunque troppo spesso, negli occhi di alcuni interlocutori appare un lampo di superiorità e dalla bocca esce la frase storica:”i problemi della città/società/mondo” sono BEN ALTRI”.

Non si specifica quali, non si chiede se ci stiamo occupando anche di quelli, non si chiede nulla. La cosa importante è smontare il significato di quello che altri stanno facendo, altrimenti occorrerebbe farci i conti.

Speriamo che i benaltristi si rendano conto delle conseguenze di questa resa alla deriva di una società in disfacimento e capiscano che il loro impegno, come il nostro, è importante anche nelle cose che sembrano piccole ma che, messe insieme, compongono un grande quadro di degrado sociale, soppressione della partecipazione e violazione della legalità e contro le quali bisogna instancabilmente offrire il proprio impegno.

Vi aspettiamo.

 

 

ULTIMI GIORNI PER LA FIRMA CONTRO I CARTELLONI ABUSIVI
Si sta concludendo la raccolta di firme a sostegno della delibera di iniziativa popolare per sostituire l'attuale normativa che ha di fatto consentito l'installazione di impianti pubblicitari abusivi o illegali in tutta la città (aree vincolate e parchi compresi) creando una situazione insostenibile non solo per il decoro e la bellezza del paesaggio urbano della capitale, ma anche in termini di sicurezza e di violazione della legalità.
Siete invitati caldamente ad utilizzare questi ultimi giorni per unirvi ai molti cittadini che hanno già apposto la propria firma alla delibera: potete trovare tutte le informazioni sull'iniziativa e i nomi dei referenti del comitato promotore (per Esquilino  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) sul sito www.cartellopoli.com
Vi aspettiamo.

 

 

 

UN ATTESTATO DI STIMA A ESQUILINOTIZE

Riceviamo da Rosa e con piacere pubblichiamo.

 

“Bellissimo numero. Leggervi  è  sempre  una esperienza  di democrazia diretta e, allo stesso tempo, di apertura culturale ementale.  Sto conservando tutti i numeri che ricevo: chissà, l'anno prossimo si potrebbe farne un libro/diario.

Grazie.

Rosa D’Arca”

 

Grazie a Rosa per quello che ci scrive, anche perché non essendo lei una residente dell'Esquilino, il suo apprezzamento vuole dire che la newsletter è abbastanza "universale".
Approfittiamo per ricordare che i numeri usciti sono conservati nel sito www.esquilinotizie.org dal quale possono anche essere scaricati.
A proposito della proposta del libro diario, magari in futuro ci penseremo insieme.

 

 

UN NUOVO LINK CON LABSUS – IL LABORATORIO PER LA SUSSIDIARIETA’

Gentili amici di EsquiliNotizie,

sono Angela Gallo, collaboratrice della rivista on-line Labsus- Il laboratorio per la sussidiarietà, diretta da Gregorio Arena, docente di diritto amministrativo.

Dato che una nostra collaboratrice, Silvia Vitelli, ha già avuto modo di commentare per voi un articolo della Costituzione ci farebbe piacere che la collaborazione continuasse linkando il vostro sito alla rete di Labsus; si tratta di una pagina in cui segnaliamo tutte le associazioni e le riviste che collaborano con noi e che condividono il nostro progetto. In attesa di un vostro riscontro Vi auguro buon lavoro.

 

Cordialmente,

Angela Gallo

Labsus

 

 

FANTASTICO!

Grazie per la bella proposta che ci vede ovviamente favorevoli

...E grazie per il supporto da Silvia e il gruppo di giovani costituzionalisti.

 

 

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L’ESQUILINO MILLE E UNA STORIA

Il nostro rione negli ultimi decenni: storie di vita vissuta

Inauguriamo oggi una nuova rubrica realizzata con l’aiuto dei nostri lettori. Si tratta di storie vere accadute nel nostro rione, cronache e riflessioni degli ultimi decenni che hanno visto come protagonisti il nostro rione e chi l’ha vissuto.

Vi invitiamo a contattarci se avete qualche storia che volete condividere con tutti gli altri, così come ha fatto in questo numero Francesca.

 

C’ERANO UNA VOLTA …. MOLTI NEGOZI DI ABITI DA CERIMONIA

“E’ buffo, ma  non riesco a vedere l’Esquilino se non come un  posto “bello e dannato”, un luogo della città nel quale anche  le cose fatte a fin di bene riescono ad avere conseguenze negative per qualche motivo.

In questo rione, fino alla fine degli anni ottanta c’erano molti negozi-laboratori di abiti da cerimonia, soprattutto legati alla tradizione delle feste matrimoniali.  Ce n’erano almeno cinque solo in Piazza Vittorio.

Ora che si parla di “invasione dei cinesi”, ricordo che quando Gheddafi, nel 1970, cacciò gli italiani dalla Libia, diversi profughi si stabilirono nella zona di piazza Vittorio e di via Napoleone III, aprendo negozi di bigiotteria e abbigliamento e negozi di beni di importazione. Non erano certo negozi di eccellenza, ma onesti tentativi di rifarsi una vita. Tuttavia sono venuti a collocarsi in un’area che faceva fare affari d’oro a chi confezionava abiti da cerimonia (con clienti che venivano da tutta la provincia di Roma) ma anche in una zona della città nella quale il degrado , determinato dalla presenza del mercato e dalle attività criminali collaterali che in esso di mimetizzavano assai bene, la faceva da padrone.

Con la prima guerra nel Golfo Persico nel 1991, e poi dalla grave crisi del 1993 si è avviata una nuova trasformazione (in fondo possiamo leggerla come la continuazione delle precedenti e l’inizio delle successive). Molti di questi immigrati italiani tornati dalla Libia se sono andati, lasciando il posto a nordafricani che si sono stabiliti per un po’ nella zona intorno a Termini e piazza Vittorio.  Come spesso succede, una parte di questi era dedito ad attività illegali, che tuttavia si sono inserite e integrate bene nel contesto degradato e compromesso del mercato di piazza Vittorio. Gli affari illegali e la criminalità avevano un buon terreno di coltura dove di fatto si realizzava un’integrazione tra italiani e immigrati. I commercianti e i residenti della zona vivevano in un clima di grande preoccupazione. Ricordo che il negozio nel quale lavoravo incassava moltissimo e mi dovevo recare più volte e con parecchia ansia alla cassa continua della banca: ai tempi non erano diffusi i pagamenti tramite carte magnetiche e non c’erano le condizioni per tenere molto denaro contante in negozio. Pensate che i negozi-laboratorio più noti e stimati impiegavano anche più di cinquanta persone ciascuno tra vetrinisti, commessi, sarti, etc!

Con l’auspicata ristrutturazione di piazza Vittorio, lo spostamento del mercato nelle caserme di via Principe Amedeo e gli imponenti cambiamenti della viabilità con la regolarizzazione delle soste (il tram una volta girava intorno alla piazza, i marciapiede erano molto più stretti e la sosta in fila multipla era una condizione normale nelle vie che conducevano a piazza Vittorio) – che tutti avevamo desiderato e sostenuto quando era sindaco Rutelli -  si pensava di aver risolto un grave problema, quello della criminalità e del degrado dell’area.  Non dimentichiamoci che c’era spazzatura dappertutto, condizioni igieniche spaventose, pesce sotto la fontana, odori nauseabondi tutto il giorno. E poi criminalità: scippi, rapine, droga, furti, prostituzione, italiana e no. Per evitare che i proprio clienti divenissero oggetto di aggressioni, molti negozianti erano costretti a cercare accordi verbali con la piccola criminalità, quasi una sorta di mercato collaterale a quello delle bancarelle.

Tuttavia, alla luce dei cambiamenti, alcune aree si sono trovate paradossalmente penalizzate più di altre dal punto di vista commerciale perché transitava e si fermava meno gente. Il risanamento c’è stato, è innegabile, ma il commercio si è trovato in difficoltà. Di fronte alla riduzione molto significativa degli incassi (erano stati davvero anni d’oro quelli appena trascorsi), alcuni commercianti sono  stati “lungimiranti” e si sono spostati in altre parti di Roma, spesso in aree più periferiche, incassando i soldi che i cinesi – e non è una leggenda metropolitana - portavano in contanti con la valigetta.

Certo, come ho detto c’è da ricordare che all’inizio degli anni novanta c’è stata una grave crisi economica ed è anche iniziata una mutazione sociale e dei costumi: iniziavano ad esserci meno matrimoni e più convivenze e ci si sposava sempre più tardi.

Con il senno di poi, posso dire che forse si è persa in quel momento l’occasione di trasformare almeno parte dell’Esquilino in un luogo ricco di attività quali ristoranti e pub,  ma esistevano limiti precisi al tipo di attività commerciali che si potevano aprire e le trasformazioni erano quasi impossibili.

La stessa cosa è accaduta verso Santa Croce in Gerusalemme. Via Conte Verde, per esempio, aveva molti negozi di vario tipo: dalla clinica della borsa e dell’ombrello, ai negozi di macchine per ufficio. E’ rimasto ben poco.

Ora vedo che da qualche anno la popolazione del rione sta cambiando: ci sono persone che sono venute a vivere qui per scelta, non solo per l’opportunità rappresentata dai prezzi più bassi delle abitazioni in confronto ad altre zone della città. Si tratta di persone che sembrano interessate a questa parte di Roma e che cercano di darsi da fare.

E’ anche per loro che ho scelto di iniziare a raccontare le storie del nostro rione, perché possano amarlo e trasformarlo in meglio conoscendone il percorso.

 

 

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OLTRE ESQUILINO

 

Riceviamo da Roberto, appena in tempo, l’invito ad un incontro pubblico contro il funesto piano del gran premio di formula 1 che si vorrebbe tenere all’EUR (!!) e pubblichiamo invitandovi a partecipare.

 

ALL’EUR LA FORMULA 1 SIGNIFICA FORMULA CEMENTO

GRANDE EVENTO = VINCOLI IGNORATI = NUOVE COSTRUZIONI IN DEROGA ALLE NORME  = ESENZIONE DAL PAGAMENTO DEGLI ONERI

 

IL COMUNE DI ROMA RECITA LA SOLITA BALLA:

FORMULA 1  =

 “RECUPERO + VALORIZZAZIONE + INFRASTRUTTURE  GRATIS + INDOTTO +SVILUPPO ECONOMICO + AUMENTO DEL PIL …. IL TUTTO A IMPATTO ZERO ! ”

 

MA CHI SI VUOL PRENDERE IN GIRO? I CITTADINI ?!

E' CHIARO CHE PER IL GRANDE EVENTO FORMULA 1 DIVENTERA' MAGICAMENTE POSSIBILE COSTRUIRE NUOVI GRATTACIELI NEI PARCHI E NELLE ZONE VINCOLATE DELL'EUR CON LE SOLITE PROCEDURE D’URGENZA E POCHI CONTROLLI !

QUESTA VOLTA DICIAMO NO! PER TEMPO AD UN PROGETTO CHE NON HA  ALCUNA UTILITÀ PUBBLICA E CHE DISTRUGGEREBBE PER SEMPRE L’AREA SPORTIVA DELLE TRE FONTANE, IL LUNAPARK E I PRATI DELL’EUR !

LUNEDI’ 12 LUGLIO DALLE ORE 10.00

SIT IN E CONFERENZA STAMPA IN PIAZZA VENEZIA (PIAZZA SAN MARCO)

 

A CURA DEL COORDINAMENTO COMITATATI PER LA DIFESA DELL'EUR: COMITATO PER IL NO ALLA FORMULA 1 - CONSIGLIO DI QUARTIERE EUR – COMITATO SALUTE E AMBIENTE EUR - PER INFO: 3494969091 - 3347374207 

 

Ci farebbe anche piacere sapere cosa ne pensate.

 

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NOTIZIE MIGRANTI

Dall’amico Sergio Briguglio riceviamo e pubblichiamo con piacere ringraziandolo per i contributi che ci invia regolarmente.

 

“Cari amici,
alla pagina 
http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2010/luglio/index.html 
troverete alcune sentenze di rilievo della Corte Costituzionale.
 
Nella prima di queste (n. 249/2010) viene dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 61, n. 11-bis c.p. (l'aggravante costituita dalla condizione di soggiorno illegale dello straniero). 
Conseguentemente decadono anche l'art. 1, co. 1 L. 94/2009 e l'art.656, co. 9, lettera a) c.p.p., limitatamente alle parole "e per i delitti in cui ricorre l'aggravante di cui all'art. 61, primo comma, numero 11-bis), del medesimo codice,".
 
La Corte ha ritenuto irragionevole la discriminazione posta dall'aggravante in questione nei confronti dello straniero. 
Paradossalmente, hanno giocato a sfavore della disposizione censurata due novita' introdotte dalla L. 94/2009: l'esonero dall'aggravante per il cittadino comunitario che soggiorni illegalmente (ad esempio, per non aver ottemperato ad un ordine di allontanamento) e l'introduzione del reato di soggiorno illegale. Il primo renderebbe 
evidente - a parere della Corte - come l'aggravante non intenda colpire la violazione delle norme su ingresso e soggiorno dei non cittadini, ma piuttosto la condizione stessa di straniero.

La seconda darebbe luogo a un rischio di violazione del principio "ne bis in idem", traducendosi in una doppia punizione per la medesima infrazione.
 
Nelle altre tre sentenze viene presa in esame la legittimità costituzionale delle disposizioni che definiscono il reato di ingresso e/o soggiorno illegale (art. 10 bis D. Lgs. 286/1998). La Corte respinge, per infondatezza o per inammissibilità, tutte le 
censure esaminate. 
La più interessante di queste sentenze - la sentenza n. 250/2010 - dichiara infondata la questione, dal momento che

a)la penalizzazione di una condotta e' scelta del Legislatore, non censurabile dalla Corte Costituzionale, a meno che si tratti di scelta manifestamente irragionevole o arbitraria;
b) non viene punito, in questo caso, un semplice modo di essere della persona, ma una condotta attiva (l'ingresso) o omissiva (il mancato allontanamento);
c) la norma tutela un bene giuridico: l'interesse dello Stato al controllo dei flussi migratori, con conseguente tutela della collettività e di coloro che hanno rispettato le norme in materia;
d) la norma non presume nulla sulla pericolosità del soggetto incriminato, ma si limita a reprimere un comportamento antigiuridico;
e) data la competenza del giudice di pace, resta applicabile, nei casi opportuni (es.: lo straniero che diventa overstayer solo per aver perso l'aereo), l'istituto dell'esclusione della procedibilità per particolare tenuità del fatto (art. 34 D. Lgs. 274/2000). 
Nell'applicazione di questo istituto si fa riferimento all'esiguità dell'offesa all'interesse tutelato, all'occasionalità della violazione, al ridotto grado di colpevolezza e al pregiudizio recato dal procedimento penale alle esigenze di lavoro, di studio, di famiglia o di salute dell'imputato;
f) la Corte Costituzionale non e' legittimata a sindacare la norma sotto il profilo del rapporto costi/benefici o dell'efficacia;
g) l'assenza dell'esimente esplicita relativa all'occorrenza di un "giustificato motivo" per l'ingresso e/o il soggiorno illegale non preclude l'applicazione delle scriminanti comuni (in particolare, di quella dello stato di necessità di cui all'art. 54 c.p.) e delle cause di esclusione della colpevolezza (compresa l'ignoranza inevitabile della legge penale di cui all'art. 5 c.p., alla luce 
della sent. Corte Cost. n. 364/1988). Si applica inoltre il principio 
"ad impossibilia nemo tenetur" (es.: straniero privo, per cause indipendenti dalla sua volontà, dei documenti necessari per lasciare l'Italia).
La questione e' dichiarata poi inammissibile con riferimento al rischio di autodenuncia per lo straniero illegalmente soggiornante responsabile dell'adempimento dell'obbligo scolastico per il figlio minore. Il problema, in questo caso, deriverebbe dalla mancata previsione di un divieto di segnalazione del tipo previsto nel caso del ricorso alle prestazioni sanitarie, e non quindi, di per sé, dalla disposizione in esame.
 

Cordiali saluti
Sergio Briguglio”

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FUORI ORARIO!!!

 

Riceviamo da Stalker e senza riuscire a pubblicare in tempo utile nemmeno questa volta. Ci scusiamo con Stalker e con i lettori.

 

Rom, Romani, Rumeni, Concittadini di tutto il mondo..

Cari amici…

Dopo il Mundus, sarebbe bello fare un’altra piccola celebrazione insieme.

…sempre verso gli Stati Generali della Cittadinanza...

Non possiamo dimenticare la data del 3 luglio.

Celebriamo insieme uno dei momenti più alti della – frammentata, breve e poco conosciuta - storia democratica della nostra città: il 161° anniversario  della Costituzione della Repubblica Romana adottata il giorno stesso in cui la Repubblica cadde per mano dell'esercito francese alleato del Papa.

Un piccolo “baccanale civico itinerante” (si pensava di portare tutti un po’ di frutti delle nostre campagne, formaggi e vini dei paesi di origine) tra Piazza Trilussa  e Porta S. Pancrazio, ripercorrendo a ritroso le tappe dell’ultima resistenza della Rebubblica all’esercito francese

sabato 3 luglio 2010 alle 19.00 a Piazza Trilussa

arriveremo a piazzale dei Ragazzi del 1849 (Villa Pamphili, ingresso da via di San Pancrazio) con frutta, formaggio e qualcosa da bere, per leggere e discutere insieme..e magari rivotare… la Costituzione della Repubblica Romana.

 

 

EsquiliNotizie dell’11 luglio 2010

A cura di Emma Amiconi e Roberto Crea

 

Ricordiamo che questo notiziario è a disposizione di tutti i nostri lettori. Chi vuole può stamparlo in proprio e diffonderlo a chi crede. E i nostri lettori commercianti, per esempio, possono, se credono stampare in proprio il bollettino, e anche affiggerlo nel negozio o in vetrina, o nel proprio condominio, se consentito. Non ci offendiamo, anzi è cosa utile e buona, che aiuta la coesione del rione.

Criticate, suggerite, segnalate, inviateci le email di altri residenti interessati alle nostre tematiche, a metà tra il politico-sociale e la chiacchiera di quartiere.

Perché l'Esquilino è il rione più bello di Roma!

 

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