Partito Democratico Circolo Esquilino
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I SONETTI DI GLORIA

STO GOVERNO

Me pare loffio e puro inconcrudente.
Penseno solo a tirà a campà,
restà su le portrone , ar Presidente,
senza affrontà le vere gravità.

Più d’un mese de chiacchere su gnente,
Letta me pare un quaquaraquà.
Tentenna, ammicca, è vago. Inconcrudente:
in preda ar pidielle sta a abbozzà.

Le larghe intese ciànno già fregato
Co Monti, la Fornero. E mo ch’avemo
rifatto l’elezzioni er risurtato

è che diciotto mesi aresteremo
in mano a sto ridicolo mercato
cor piddì a lo sbando e a lo stremo.

2013   Gloria Gerecht

 

Tante storie, un'anima

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EsquiliNotizie del 02/11/2010 PDF Stampa E-mail
Martedì 02 Novembre 2010 13:10
Care amiche e cari amici del rione,
il nuovo numero di EsquiliNotizie, centra l’attenzione, in particolare, su due temi legati al decoro urbano e alla legalità: la pulizia del nostro rione, e in generale di tutta la città e la battaglia contro i cartelloni selvaggi.
Si tratta di due questioni che davvero incidono sulla bellezza e sulla vivibilità di Roma, e per le quali non ci stancheremo di batterci, anche perché sembra proprio che per risolvere qualcosa servano proprio l’impegno e la vigilanza  continua. Anche da parte dei cittadini. In fondo è un po’ triste constatare che Milano è molto più pulita di Roma, che Roma è molto più pulita di Napoli, ma che Istanbul si avvicina – in quanto a  pulizia – molto più a Milano che a Roma. Alla faccia degli stereotipi sul nord e il sud. E’ forse da noi che c’è qualcosa che non va?
Buona lettura.
 
 
UN SALUTO COMMOSSO A MARISA D’ALESSIO
Proprio mentre stavamo scrivendo questo numero del notiziario abbiamo saputo della morte della professoressa Marisa D’Alessio, preside della facoltà di Psicologia dell’Università Roma 1, che da tanti anni abitava all’Esquilino, e si affacciava dal suo fastigio proprio su Piazza Vittorio.
Anche lei era una nostra lettrice, e avremmo voluto coinvolgerla ancora di più nelle iniziative di quartiere, ma non abbiamo fatto in tempo. Se ne è andata una donna battagliera e forte, e ci dispiace molto.
 
 
DOPO ESQUILINDO, COME CONTINUARE
I cittadini che hanno partecipato o comunque apprezzato l’iniziativa civica di pulizia del rione il 24 settembre si domanda perché la città e con essa il nostro rione sembrano destinati a rimanere ostaggio della sporcizia.
Non basta che il servizio di AMA (anche nel giardino di Piazza Vittorio) sia leggermente migliorato, seppur con alti e bassi: Esquilino è sporco e occorre sviluppare la partecipazione e la responsabilità di tutti coloro che ci vivono e lavorano, ma occorre anche mettere in atto progetti di educazione a medio termine nelle scuole, magari con la collaborazione delle associazioni, per cercare di dare una svolta “strutturale” al problema. Occorrono anche più controllo e sanzioni per coloro che sporcano o abbandonano rifiuti per le strade e presso i cassonetti.
Infine, chiediamo ad AMA che sviluppi un progetto più strategico che prima di tutto consenta di togliere i cassonetti dalle strade e quindi di attivare un servizio di raccolta porta a porta, anche al fine di migliorare la resa, ancora bassissima e vergognosa, della raccolta differenziata.
Sono cose che abbiamo chiesto più volte, per il momento senza una risposta.
Riportiamo un articolo apparso recentemente su Repubblica che mette in evidenza questo problema che assilla Roma, insieme a tanti altri.
 
Cassonetti sempre pieni, marciapiedi diventati discariche a cielo aperto, flop della differenziata. Le promesse di Alemanno: "A fine 2008 avremo un sensibile miglioramento riguardo alla pulizia". Proteste di cittadini e associazioni: "L'Ama deve garantire standard adeguati" di LAURA MARI
Sporca. È l'aggettivo che con più facilità indica la Capitale per quanti, sia di notte che di giorno, passeggiano nelle strade del centro o della periferia. Senza distinzioni tra quartieri residenziali e non, l'immagine è sempre la stessa: cassonetti della spazzatura indifferenziata colmi di rifiuti non raccolti da giorni, sacchi abbandonati nei vicoli e persino vecchi elettrodomestici accatastati accanto ai secchi dei quartieri più periferici. Ogni zona, insomma, ha il suo angolo del degrado che in realtà spesso assomiglia ad una vera e propria zona franca del decoro e della pulizia. In via Antonio Serra, quartiere Fleming, i rifiuti depositati nei cassonetti neri arrivano spesso a creare un cumulo di sporcizia che coprono persino la targa di marmo con il nome della strada. Evidentemente, il numero dei cassonetti non è sufficiente per la quantità di rifiuti gettati da residenti e attività commerciali e il passaggio dei camion dell'Ama dovrebbe forse essere più frequente. Analoga situazione in via Carlo Alberto, quartiere Esquilino, dove venerdì scorso dopo le ore 23 c'erano più di dieci scatoloni di cartone gettati accanto ai cassonetti e ricoperti da altrettanti sacchi di rifiuti abbandonati in mezzo alla strada. Scene di ordinario degrado notturno che si ripetono anche in via Bertoloni, quartiere Parioli, ma anche in pieno centro: in via Quattro Fontane e a pochi metri da piazza del Parlamento, ad esempio, i turisti di notte passeggiano tra sacchi dei rifiuti non raccolti.Ma anche in pieno giorno la situazione è vergognosa. In via Caterina Usai, nel quartiere periferico di Ponte di Nona, c'è una vera e propria discarica a cielo aperto: accanto ai cassonetti verdi, infatti, sono stati abbandonati (e mai raccolti) divani e frigoriferi. In via Tiburtina, invece, i sacchi dei rifiuti costeggiano la carreggiata, così come in via dell'Acqua Vergine (zona CollatinaLa Rustica). Scatoloni ammucchiati tra i cassonetti e i marciapiedi, invece, sono la regola in via Val Chisone (quartiere Montesacro), dove i secchi della raccolta differenziata non vengono svuotati quotidianamente
 
 
IL CARTELLONE ABUSIVO IN PIAZZA VITTORIO E’ STATO RIMOSSO
Un segnale positivo su una questione apparentemente secondaria.
Ricorderete il nostro titolo “Ultima Ora” del numero scorso: un cartellone abusivo, l’ennesimo nella nostra città, era stato installato sul marciapiede del giardino di fronte a Oviesse.
Sembra una questione banale, in fondo, ma non lo è affatto perché, come detto in altre occasioni, il problema delle molte decine di migliaia di impianti abusivi che hanno invaso la città, I Municipio ed Esquilino compresi, riguarda tutti da vicino perché ci parla di arroganza e prepotenza, di gravi illegalità e grandi guadagni di qualcuno a scapito di tutta la cittadinanza, di spese pubbliche per le rimozioni che non verranno mai rimborsate, di pericolo reale (cartelli agli incroci e presso le uscite di sicurezza della metro o dei cinema).
Il Comune sta facendo assai poco e soprattutto non interviene sulla normativa (delibera 37 e relativo regolamento attuativo) che ha determinato la situazione attuale.
 
Bene, il cartellone segnalato è stato rimosso grazie all’azione di Cittadinanzattiva che, in collaborazione esemplare del Municipio I con il suo Presidente Orlando Corsetti e alcuni consiglieri di maggioranza (Cicconi, Di Serio) e minoranza (Tozzi), il Delegato del Sindaco alla Città storica Dino Gasperini e la Polizia Municipale, ha determinato l’intervento in sole 24 ore.
Con lo stesso intervento è stato rimosso anche un cartellone abusivo in via Lanza, proprio davanti all’uscita della metropolitana: un fatto gravissimo perché avrebbe ostacolato le via di fuga in caso di emergenza.
Gravi anche secondo noi le dichiarazioni dell’Assessore Comunale Bordoni, responsabile politico di questo disastro cittadino, che, di fronte alle rimozioni determinate dall’azione dei cittadini e soprattutto di Cittadinanzattiva, ha detto che “sono stati rimossi i cartelloni prima che determinassero un abuso”. Veramente imbarazzante, dal momento che il cartellone era davanti all’uscita della metro di via Lanza da ben otto mesi. Si informi, assessore, prima di fare queste figuracce.
Viene da pensare che i due cartelloni siano stati rimossi perché siamo riusciti a farne un caso mediatico. L’intervento di Bordoni lo conferma.
 
Comunque abbiamo avuto la dimostrazione che su temi puramente amministrativi la collaborazione tra maggioranza e minoranza non solo è possibile ma anche utile ai cittadini. Riflettiamoci.
 
Vi informiamo infine che il Comitato Promotore della Delibera di Iniziativa Popolare ha aperto un nuovo sito per raccogliere segnalazioni e commenti: http://bastacartelloni.blogspot.com/
 
  
 
RIMUOVERE UN IMPIANTO NON BASTA!
Riceviamo da Massimiliano Tonelli di Cartellopoli una lettera per l’onorevole Dino Gasperini, delegato del Sindaco per la città storica, e volentieri pubblichiamo
 
Caro Dino,
innanzitutto complimenti e grazie per esserti “messo in mezzo” e per averci liberato tempestivamente dall’ennesimo immondo cartellone gentile omaggio dell’Assessorato al Commercio.
Ma ti segnaliamo, caro Dino, che altre volte che abbiamo deciso di non disturbarti e di attuare le denunzie direttamente con la filiera ordinaria, non abbiamo ottenuto gli stessi risultati. Ti faccio una lista degli impianti, ugualmente abusivi, ugualmente non autorizzabili e anche in zone più pregiate ancora di Piazza Vittorio che sono stati montati negli ultimi mesi, sono stati regolarmente denunciati dalle dozzine di associazioni che stanno battendosi contro la mafia dei cartelloni che l’amministrazione comunale difende e tutela. Te ne faccio una lista solo per quanto riguarda il tuo perimetro di competenza (il Centro Storico), facendoti però sapere che lo scandalo è presente al di fuori di ogni stazione della metropolitana visto che alla ditta Nuovi Spazi (una delle 310 ditte autorizzate a distruggere la città rendendola irriconoscibile sotto l’egida dell’Assessore Bordoni e del suo staff) è stato permesso di installare un impianto 120x180 fuori da ogni uscita. Ma veniamo a quelle del Primo Municipio:
METRO CASTRO PRETORIO – due impianti fuori dalle uscite della metropolitana, di fronte alla biblioteca nazionale
METRO CAVOUR – un impianto a via Lanza, peraltro ieri verbalizzato dalla polizia municipale perché totalmente abusivo
METRO BARBERINI – un impianto sul marciapiede del cinema Barberini
METRO REPUBBLICA – due impianti nel bel mezzo di piazza esedra
METRO MANZONI – due impianti lungo viale Manzoni. sono stati rimossi –come oggi quello di piazza Vittorio- ma la ditta li ha reinstallati qualche metro più in là
METRO VITTORIO – oltre a quello rimosso oggi, un impianto a via Carlo Alberto che impedisce, venendo da piazza Vittorio, la vista della basilica di santa maria maggiore
 
Cosa si fa con questi impianti? Perché ne viene rimosso solo uno? Perché l’assessorato finge di arrogarsi il successo della rimozione quando la notte di venerdì scorso, dopo aver installato questo catafalco abusivo, lo stesso camion e lo stesso “staff” della Nuovi Spazi srl installava un cartellone identico a Piazza Esedra e un altro a Via Tuscolana esattamente di fronte ai gloriosi Studios di Cinecittà (tutte le foto sull’articolo di oggi di ww.cartellopoli.com). Questi impianti non verranno rimossi? Perché? E questa, si badi bene, è solo la storia di UNA ditta, ce ne sono altre 309 di cui potrei dirti i danni arrecati in centro...
 
Ti chiediamo, Dino, a nome di tutti gli abitanti del Centro Storico, di farti consegnare le deleghe sulle affissioni dal Sindaco. Di sfilare almeno questa area protetta dall’Unesco agli appetiti del crimine organizzato che gestisce il business delle affissioni a Roma e che da due un anno e mezzo a questa parte non solo non trova argini nell’azione amministrativa, ma trova aiuti, facilitazioni, tutele.
 
Oltre ai cartelloni, onorevole Gasperini, ti segnaliamo che l’assessorato di Bordoni ci ha gentilmente “regalato” in questi anni di uno tsunami di bancarelle in Piazza Vittorio (erano state tutte eliminate) che stanno umiliando la piazza rendendone impossibile la riqualificazione, di una inondazione lurida di camion-bar che hanno ad oggi conquistato l’abside di Santa Maria Maggiore, il marciapiede di fronte al Palazzo delle Esposizioni, il sagrato della Cattedrale di San Giovanni in Laterano.
 
Ti chiediamo di farti parte attiva e di farti carico dei danni –che rischiano di diventare permanenti senza un intervento immediato- che l’Esquilino, ma che tutto il Centro Storico, sta subendo grazie alla inqualificabile amministrazione dell’assessore Bordoni. Non credo che sia giusto che tu ti faccia passare sopra la testa certe decisioni ignobili che vanno a pregiudicare anche la tua azione di governo come delegato del sindaco del centro. Questa è la richiesta che ti viene dalla cittadinanza, che no si limita come vedi all’azione su un singolo cartellone abusivo, ma che è un’esigenza organica di liberazione da chi non vuole o non può amministrarci con degli standard di qualità almeno decenti.
 
Ci leggono in copia il presidente del I Municipio, alcuni consiglieri di maggioranza ed opposizione dello stesso e, per quello che può servire, l’assessore Bordoni.
 
COMITATO DI QUARTIERE DEGRADO ESQUILINO
 
 
 
A PIAZZA VITTORIO SI CANTA!!
Riceviamo e pubblichiamo volentieri
 
“Presso il polo Intermundia della scuola Di Donato (via Bixio 83) riparte il Coro di piazza Vittorio con la direzione del maestro Giuseppe Puopolo.
Venite a cantare con noi! 
“Intorno sai, è un gran mortorio, tranne al coro di
Piazza Vittorio” (Leietta Gervasio)

Cari saluti a tutti
Ella Catalano”
 
 
 
IL MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE IN VIA TASSO INVITA
Riceviamo e invitiamo a partecipare
 
“Il 7 Novembre 2010 presso il Museo Storico della Liberazione, Via Tasso 145
ore 17:00 - RACCONTO TEATRALE “SOTTOASSEDIO”
Maggio 1921 – Gennaio 1923 (Viterbo)
Introduce Eros Francescangeli, testi e regia di Antonello Ricci
“La Banda del Racconto”: Michela Benedetti, Pietro Benedetti, Olindo Cicchetti, Domenico Coletta, Sara Grimaldi, Edoardo Mantelli
Performance musico-pittorica: Alfonso Prota
 
Italia 1921-22. Una delle pagine più tragiche nella storia del nostro Paese. Anni di guerra civile vera e propria. Potremmo essere ovunque. Siamo a Viterbo. Dal coro appassionato del popolo viterbese, uomini e donne anonimi e senza volto, mani di pietra e un cuore da leone, si fanno avanti alcuni personaggi. Un ragazzino diventato uomo in uno scontro di piazza.
Un giovane che si congeda dalla vita quasi senza rendersene conto, tradito dagli amici, arrogante e coraggioso fino all’ultimo. Un vecchio condannato per un omicidio mai commesso: come il marinaio di Coleridge, egli è rimasto prigioniero dei propri ricordi, ogni sera va dal prete e gli racconta di quella "ingiustizia subita ai tempi del fascio". Due madri impietrite dal dolore. Ciascuna un figlio ammazzato. La prima, straniera e aristocratica, è annichilita dall’orrore per una violenza tutta "locale", totalmente incomprensibile ai suoi occhi. L’altra invece, testarda popolana vitorbese, nei giorni del dilagante conformismo in camicia nera saprà dare il commovente esempio d’una Resistenza declinata al femminile. Infine, una lapide-simbolo che, divenuta meta di pellegrinaggi politicamente imbarazzanti, sarà rimossa per volere dei gerarchi locali. Difesa da alcune donne viterbesi con le unghie e un disperato orgoglio di classe, tornerà al suo posto nei giorni della Liberazione...
 
Nato da scrupolose ricerche d’archivio, Sottoassedio porta in scena e indaga sentimenti e risentimenti, affetti ed effetti, odi e rancori di parte accesi e moltiplicati dalla violenza dello squadrismo fascista nella insanguinata stagione che precedette la marcia su Roma e l’avvento del regime. Il testo, di Antonello Ricci, si basa sulla
meticolosa ricostruzione e su una interpretazione storiograficamente rigorosa dei cosiddetti "fatti di Viterbo". A partire dal vaglio sincero e spassionato di tutte le fonti disponibili (dagli atti processuali alle carte di polizia, dagli articoli di giornale alle foto d’epoca, dai memoriali scritti alle testimonianze orali) e attraverso la messinscena della sua folla di personaggi “inventati dal vero” Sottoassedio rievoca nel linguaggio del dramma (fatto di parola detta - a volte, perché no?, parola dialettale - ma anche di gesti e silenzi, di rulli di tamburo e versi improvvisati, di canzonette e cori) alcuni gravi episodi di violenza politica accaduti a Viterbo tra la primavera 1921 e l’estate 1922. Nella convinzione che rivivere teatralmente certe vicende o, se si preferisce, certi incubi, come in ogni psicodramma che si rispetti, sia il primo passo necessario per una buona terapia. Ma qui il discorso si farebbe lungo...”
 
 
 
LO SPORTELLO LEGALE GRATUITO A VIA GALILEI
“Gentile redazione di EsquiliNotizie,
mi chiamo Sara e in quanto abitante del quartiere e impegnata anche politicamente a far sì che le cose in questo rione possano migliorare, ho pensato a voi come canale di pubblicità per informare anche gli altri abitanti su un bello strumento gratuito che è nato per aiutare chi ne ha bisogno.
Si tratta dello sportello legale gratuito nella sede del circolo pd esquilino in via Galilei 57. Il resto delle informazioni è nell’ articolo allegato. Grazie, saluti.
 
A pochi passi da Piazza Vittorio, la piazza più multietnica d’Italia, distante soli 5 minuti dalla stazione Termini troviamo, in Via Galilei 57,  un luogo di sintesi tra integrazione e democrazia; due parole che, in questo Rione tanto bello quanto complicato, non devono rimanere distanti. Un Rione in cui ogni giorno si incontrano e ci si “scontra” con le tante diversità che lo popolano e che, contemporaneamente, lo rendono un posto affascinante. Proprio lo spirito che anima questo pezzo di città ha portato il circolo del Partito Democratico Esquilino a promuovere un’iniziativa rivolta a tutte le persone, italiane e immigrate, che troppo spesso hanno la necessità di essere assistite senza sapere a chi rivolgersi. Nasce così, grazie alla collaborazione di uno staff di avvocati giovani ed esperti, sensibili e con la voglia di mettersi in gioco, lo Sportello Legale del cittadino che offre, ogni Giovedì dalle ore 17,30 alle 20,00, in via Galilei 57, assistenza e consulenza legale GRATUITA per chiunque ne faccia richiesta.
Son persone come queste che, mettendo a disposizione la propria esperienza senza ricevere in cambio nient’altro che la soddisfazione di difendere chi non può permettersi un diritto alla difesa, possono aiutarci a rendere migliore questo mondo”.
 
 
OLTRE ESQUILINO
FIOCCO AZZURRO AL CELIO
Benvenuto al piccolo Giacomo, secondogenito di papà Fabio, nostro grande amico nonché redattore di Celionotizie, e di mamma Valentina. Auguri e complimenti a tutta la famiglia, Massimo compreso, naturalmente.
 
 
A SAN LORENZO EXUSPHOTO ORGANIZZA MOSTRE E CORSI DI FOTOGRAFIA
 
NUOVI TALENTI – FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA
La giovane fotografia italiana tra reale e artificiale
a cura di Rosa Maria Puglisi e Carlos Pilotto
 
Galleria 291 est
v.le Scalo San Lorenzo, 45 - San Lorenzo
fino al 13 novembre - orario 16 - 20
ingresso libero
 
espongono: 
Martina Cardillo, Andrea Bultrini, Roberta Cappelli, Mohamed Keita, 
Patrizio Cocco, Danilo D’Egidi, Federica Santoro, Fabio Del Piano, 
Nicoletta Di Tanno, Riccardo Floris, Verinic Vinciotti, Halime Al Sarrag
 
 
inoltre, sono in partenza:
 
Corso Base - annuale
inizio: martedì 9 novembre 
orario: 19/21
 
Corso Avanzato - quatrimestrale
inizio: martedì 16 novembre 
orario: 21/23 
 
Corso di Reportage - quatrimestrale
inizio: giovedì 25 novembre 
orario: 19/21 
 
Costruzione del Portfoglio - trimestrale
inizio: giovedì 9 dicembre
orario: 21/23 
 
per informazioni:
348.79.65.241
 
 
UN’ALTRA METRO “C”  E’ ANCORA POSSIBILE
Sabato 13 novembre alle ore 9.30, presso il teatro Colosseo in Via Capo d’Africa, si terrà una manifestazione cittadina organizzata dall’Associazione Culturale Progetto Celio. Nell’incontro verranno illustrate le proposte per una variante al progetto definitivo della Metro C, nell’interesse e nella sicurezza di tutti i cittadini e di tutti gli edifici, per una vera pedonalizzazione del Centro Storico, per arrivare da Pantano a Tor di Quinto in un’altra maniera…….
Hanno aderito alla manifestazione numerose realtà, comitati, esperti ed amministratori municipali e comunali. Ha aderito e parteciperà anche il Comitato Giulemanidatermini, che spesso ha trovato spazio nelle pagine della nostra newsletter.
 
VIVA IL CINEMA A ROMA
Casa del CinemaRoma, 2 e 3 novembre 2010
L.go Marcello Mastroianni, 1 Villa Borghese, Roma
 
Programma
 
2 NOVEMBRE SALA DELUXE
Ore 20.30 De Bolívar a Chávez - Regia: Daniel Vaca Narvaja; Venezuela, 2009, 
Genere: Documentario, 70’ , V.O. Spagnolo, Sott. Italiani
Ore 22.00 Ernesto Cardenal: Solentiname -Regia: Modesto López, Messico, (filmata in Costa Rica/Nicaragua); 2006, 87’ , V.O. Spagnolo, Sott. Italiani.
 
3 NOVEMBRE SALA DELUXE
16.00 Gerardi - Regia: Carlos Alarcón e Nery Rodenas, Guatemala, 2010, 90’ , V.O. Spagnolo ; sott. Italiani.
18.00 Túpac Amaru - - Regia: Federico García Hurtado, Peru/Cuba, 1983, 90’ , V.O Spagnolo; Sott. Italiani.
20.00  a)- Jopoi, todos juntos/ Jopoi, tutti iniseme, Jopoi all togheter - - Regia: Miguel Vassy, Paraguay/Brasile; Documentario, 2009, 52’ , V.O. Spagnolo/Guaraní; Sott. Inglese
           b)- La verdad sotterrada - Regia: Miguel Vassy, Uruguay/Brasile, documentario, 2009, 52’, V.O. Spagnolo. Sott. Inglese
22.00  Locos por la bandera - Regia: Julio Cardoso, Argentina, 2005, 95', vo. spagnola sott. italiani
 
CEB - 4 e 5 novembre 2010
Auditorio Ambasciata del Brasile, Piazza Navona 18, Roma
4 novembre
Ore 17:00 - Deus e o Diabo na Terra do Sol/ Il dio nero e il diavolo biondo Regia: Glauber Rocha, Brasile, 1964, b/n, 113’ v.o. sott. it.
 
Ore 19:00 - Gaijin, caminhos da Liberdade - Regia: Tizuka Yamasaki, Brasile/Giappone, 1980, 105’ , Port. Sott. Portoghese.
5 novembre
Ore 17:00 - Bye, bye Brasil - Regia: Carlos Diegues, Brasile, 1980, 100’ , V.O. Portoguese, Sott. Italiani.
Ore 17:00 - Gaijin, ama me como sou - Regia: Tizuka Yamasaki, Brasile/Giappone, 2005, 131’ , Port. Sott. Portoghese.
Dpto. de Comunicaciones - EMBAJADA DE BOLIVIA EN ITALIA
Via Brenta 2/A Cod. Postal 00198
Tel. (0039) 068841001
Fax (0039) 068840740
PORTAL EMB.:       
www.embajadabolivia.it
PORTAL GOB:        http://www.bolivia.gov.bo/
COMERCIO:            www.promueve.gob.bo/
 
 
PETIZIONE PER I BENI CONFISCATI ALLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI A ROMA
Riceviamo e volentieri diffondiamo questa petizione proposta da “Gioventù attiva” (http://www.gioventuattiva.com/) alla quale hanno aderito Cittadinanzattiva Lazio, EquoRete (http://www.equorete.net/), Libera (www.libera.it/), CNCA (www.cnca.it), Action (http://www.actiondiritti.net/)
 
Petizione popolare: al Sindaco di Roma, al Presidente della Provincia di Roma e al Presidente della Regione Lazio  per l’assegnazione ed il monitoraggio dei beni confiscati alle organizzazioni criminali a Roma
“Oggi il Lazio, dopo Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, è la quinta regione italiana dove la criminalità organizzata di stampo mafioso è più forte e radicata. E’ anche la sesta regione per numero di beni confiscati alle organizzazioni criminali: circa 336, dei quali 189 soltanto a Roma.
Diversi stabili non sono ancora stati assegnati e cadono in rovina, mentre altri ancora sono adibiti all’esercizio di attività commerciali, piuttosto che di prevenzione sociale, e sono caduti in mani sbagliate. Mancano totalmente i controlli sulla gestione dei beni assegnati.
Attorno ai beni confiscati e all’assegnazione di essi si può sviluppare l’unica vera opportunità per coinvolgere attivamente la società civile in questa lotta, portandola al suo esito più elevato: estirpare culturalmente il fenomeno mafioso sul territorio a cominciare dal riuso di beni confiscati che devono essere effettivamente  restituiti alla collettività.
Con questa petizione vogliamo lanciare una provocazione che viene dal basso; dimostrare alle istituzioni e alla classe politica che c’è una forte sensibilità tra i cittadini e, in particolare, tra i giovani.
Chiediamo al Sindaco di Roma, al Presidente della Provincia di Roma e al Presidente della Regione Lazio:
§  un intervento più incisivo nei confronti del problema della mafia nel Lazio, a cominciare dal monitoraggio dei beni confiscati presenti sul territorio di Roma;
§  che i beni non ancora assegnati lo siano al più presto, in maniera trasparente e pubblica, rivendicando il diritto della collettività ad utilizzarli.
§  che alle associazioni giovanili sia riservata una maggiore considerazione come destinatarie dei beni, dal momento che questa petizione è nata dai giovani”.
 
 
IL RACCONTO DI UNO SGOMBERO DI ROM A REDECESIO
Abbiamo ricevuto da Basilio la testimonianza relativa ad uno sgombero di rom effettuato a Redecesio, nel comune di Segrate in provincia di Milano. Lo pubblichiamo perché questi episodi sono ormai purtroppo frequenti anche a Roma e spesso passano sotto silenzio, oppure vengono riportati dai comunicati stampa della nostra amministrazione con toni di bassa propaganda. L’aspetto umano non esiste più. Siamo su una brutta strada.
“Ieri ho partecipato per la prima volta allo sgombero di un “campo rom”. Quello di Redecesio, comune di Segrate, a poche centinaia di metri da via Rubattino, il luogo di provenienza di tutti gli sgomberati di oggi.  E probabilmente lo sgombero più noto e più drammatico.
Ci sono finito per caso; rimasto a casa fino a più tardi del solito, ricevo un sms e poi una telefonata da una delle maestre che hanno bimbi rom in classe; avendo a disposizione un furgone più spazioso di molte altre auto, mi sembra ragionevole che mi chiedano una mano per spostare un po’ di suppellettili e vestiti dal campo sgomberato a qualche altro posto.  Non ho impegni di lavoro impellenti, e vado.
 
E’ tutto triste. E soprattutto sono tutti tristi: gli sgomberati, naturalmente, i volontari che cercano di dare una mano, i carabinieri, che hanno le facce di chi vorrebbe essere in qualsiasi altro posto piuttosto che lì.
Per fortuna è bel tempo, anzi è un tempo splendido, non freddo, asciutto. E i sacchi di roba, di effetti personali, di vestiti, sono tutti lì belli imballati, splendono al sole insieme alle valigie di recupero, alle borse sportive usate, agli zainetti colorati per la scuola.
Il primo sgomberato a cui parlo mi dice che è contento di aver avuto un giorno di permesso dal lavoro per essere con la sua famiglia mentre c’è lo sgombero; lavora in  un cantiere di demolizioni poco distante, <Lavoro di merda, solo 6 euro l’ora. Ma mi hanno dato il permesso>.
Trovato il furgone – non è l’unico mezzo, ma forse è il più spazioso -, bisogna trovare un posto dove portare i bagagli: si trova il retrobottega di un’erboristeria, si fa un giro e poi un altro.
I carabinieri si domandano dove andranno i rom, e ce lo domandano: non sembra  esserci un intento persecutorio, sono curiosi e umanamente preoccupati; speriamo abbiano un posto dove andare, visto che abbiamo dovuto mandarli via.
Parlo con il maresciallo: mi spiega che è giusto mandare via i rom, perché non si può lasciarli in una proprietà privata; mi sembra voglia farmi credere che è stato il proprietario a chiedere lo sgombero, preoccupato di eventuali responsabilità se qualcuno si fa male. Gli dico che sì, effettivamente ogni tanto qualcuno si fa male (ma non ho presente che alcun proprietario del terreno o del capannone ne abbia avuto problemi). Capisco che ha bisogno di dire a sé stesso, più che a me, che fa una cosa giusta.
Mi dice che è una brutta giornata. Conviene con me che per alcuni è più brutta e per altri, per me e per lui, ad esempio, un po’ meno brutta. Ma anche rispetto agli sgomberati si può trovare qualcuno che sta peggio, ad esempio in Africa, dice. Gli dico che non c’è bisogno di andare così lontano, basta pensare a Srebrenica.  Mi accorgo che non sa cos’è Srebrenica. Mi domando se è giusto che un militare italiano quarantacinquenne non sappia cos’è successo a Srebrenica. Forse non è giusto.
 
L’aria è sempre di più quella di una commedia triste e inspiegabile. Ognuno fa la sua parte, con ragionevole dignità, senza il minimo entusiasmo. Magari il maresciallo ha un furgone e se lo chiamassero quando non è in servizio verrebbe qui, come ho fatto io stamattina, a trasportare masserizie che i suoi colleghi in servizio quel giorno costringono qualcun altro a spostare qui e là nella periferia milanese. Un bambino fa un gestaccio ai carabinieri, e loro sorridono con simpatia che sembra vera. La mamma dice al bambino con serietà che non c’è da prendersela con loro, che è il loro lavoro, e che gliel’ha detto qualcuno che li comanda. Lo dice in italiano, e quindi forse è a beneficio nostro. Ma d’altronde è la sua parte in commedia.
 
Cominciamo ad accompagnare qualcuno degli sgomberati. Naturalmente non è semplice tenere insieme le persone con le loro cose, le loro valigie. Portarli da qualche parte dove possano fermarsi. Mi spiegano sotto voce di lasciarli in un parcheggio sotto la tangenziale, che poi da lì vanno per conto loro senza farsi notare in un altro campo per il momento non sotto sgombero.
Porto sacchi e valigie e una signora con un bimbo piccolo, e torno per un altro giro con altra roba ed altre persone. Quando arrivo al parcheggio sotto la tangenziale, l’unico momento – per me – di tensione. C’è una macchina dei vigili, e alcuni strani personaggi che fanno come se fossero lì per caso. Mi fermo all’ingresso del parcheggio per capire cosa fare. Arriva un vigile e – nel deserto totale (a parte quattro rom sgomberati dieci sacchi e sei valigie) – mi dice di spostarmi, non vedi che stai bloccando il traffico: in una periferia deserta c’è una macchina che vuole entrare proprio in quel momento in quel parcheggio. Ci sono due sulla macchina. Mi sposto. Scarichiamo.
Capisco che i baraccati che stanno poco distante da lì non vogliono nuovi ospiti; più sono, più aumenta il rischio di uno sgombero. Discutono in romeno; arrivano all’accordo di accettare una famiglia, non di più.
Passa un camioncino della nettezza urbana: l’hanno chiamato i vigili per buttar via la roba degli sgomberati, se la abbandonano lì?
Arriva una pattuglia di altri vigili, in moto. Ci dicono che non conviene che stiano lì, se no al più tardi li sgomberano daccapo stasera; che trovino un posto migliore.  Parlano con una volontaria – che si presenta parlando di padri somaschi -; mi fa sorridere, è piccolina, un po’ scricciola: i padri somaschi me li sono sempre immaginati grandi e grossi, svolazzanti, un po’ rugbisti ecclesiali.  Mi sembra che i vigili siano interessati soprattutto a sapere se il comune di Segrate sgombererà altri insediamenti, oltre a questo di Redecesio: piccolo spionaggio tra comuni confinanti, più che accanimento antirom.
 
Si discute, i volontari chiamano le loro “centrali”, chiedono alle famiglie dove vogliono andare. Si trovano soluzioni, se così le si può chiamare.
I vigili vedono che ricarichiamo le macchine e se ne vanno. Se ne vanno i due che avevano sentito la necessità di parcheggiare proprio lì. Resta solo uno che parla al telefonino, ci guarda e non ci guarda.
 
Giocano, giochiamo, a guardie e ladri. Vado dal tipo con il telefonino e glielo dico. Gli chiedo se è della polizia o dei vigili, e che è inutile che facciamo finta, ci dica cosa dobbiamo fare e noi vediamo cosa possiamo fare. Ma che comunque ce ne andiamo. Lui fa il trasportatore, mi dice, sta aspettando che gli dicano dove andare a fare una presa. Può darsi: ma quando gli dico se sa chi erano quei due in macchina esagera. Mi dice che sono una coppia. Irregolare.
Che si apparta in un parcheggio completamente aperto, a mezzogiorno? E lui come lo sa?  Qualcuno poi mi spiega che sono tutti vigili, o poliziotti, in borghese: poliziotti del quartiere, che hanno sentito per radio che stava succedendo qualcosa.
 
Ce ne andiamo. Se ne va anche quello con il telefonino.
Con una delle famiglie andiamo in un altro comune dell’hinterland, in una zona più di campagna, vicino ad una cascina diroccata. Erano stati qui mesi fa, mi spiegano. Entro in una stradina sterrata, non c’è nessuno. Hanno messo una specie di spartitraffico di traverso sulla stradina, così non si può entrare con la macchina, o con le roulotte. Arriva un tale, si salutano. Penso che sia un rom di quelli che stanno qui. Non è così: è un passante. Pensionato con cane, che va camminare per la campagna? Spacciatore anzianotto di periferia? Chissà, forse tutt’e due le cose insieme.
<Ci sono zingari?> <Tranquillo, due o tre famiglie> <Ma sei sicuro?> <Li conosco, sono tutti miei amici>.
Il mio passeggero mi aveva spiegato, in macchina: da soli non vogliamo stare, è troppo pericoloso. Ma non vogliamo stare con i marocchini …
 
Il mio primo sgombero è finito. I miei amici che ho portato nella loro nuova residenza sanno che per loro non sarà l’ultimo”.
 
 
RIVELAZIONE: ROMA DA INSOLITA ALTEZZA
Riceviamo dall’amica Gigi e volentieri invitiamo a visitare la mostra.
 
RIVELAZIONE: mostra fotografica di Gigi Mizrahi Shapiro.
Roma raccontata da “un’insolita altezza” negli scatti di Gigi Mizrahi, artista
messicana.
40 scatti a colori e un macro-collage omaggiano la capitale.
Gigi Mizrahi, la fotografa alta 15 metri!!!
La mostra fotografica “RIVELAZIONE” all’ Hotel Adriano, nel centro storico di
Roma, dal 6 al 14 Novembre.
 
 
ALLA FESTA DEL CINEMA: APOLLO & DAPHNE RELOADED IN THE 4th DIMENSION
Riceviamo dagli amici di “TRAleVOLTE” e volentieri invitiamo a partecipare all’evento
 
 
“Ti mando il programma del mio video sull’Apollo e Dafne di Bernini, che viene presentato dal Festival del cinema di Roma , all’Auditorium. Spero che potrai esserci, e se hai qualcuno a cui può interessare, per favore giraglielo. In ogni caso a presto. Mojmir & Stefano
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA - 2 novembre,
15:00 PUBBLICO E ACCREDITATI
L’Altro Cinema | Extra
Concorso - Alice nella città - Auditorium Teatro Studio
APOLLO & DAPHNE RELOADED IN THE 4th DIMENSION
Italia, 2009 - 10’ - Regia Mojmir Jezek; fotografie Stefano Fontebasso de Martino; musica Federico Laterza e Alessandra di Prospero. Voce narrante Luigi Diberti
 
 
NOTIZIE DAL CO-MAI
Riceviamo dal CO-MAI e volentieri pubblichiamo:
Co-mai - La Comunità del Mondo Arabo in Italia - جالية العالم العربي في إيطاليا
PIÙ conoscenza, informazione, dialogo,  investimenti, apertura
MENO pregiudizi, generalizzazione, paura e chiusura.
 
Inviamo il collegamento (www.co-mai.it) per la rassegna stampa, per il comunicato stampa  ed i lavori del primo convegno interculturale Co-mai "L'identità è apertura e non chiusura" svoltosi il 16.10.2010 in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università  “La Sapienza”, Comune di Roma e Biblioteche di Roma presso la stessa Facoltà di Scienze della Comunicazione.
Nel ringraziarvi per la vostra disponibilità Vi  inviamo i nostri più cordiali saluti.

                                    
 
NOTIZIE MIGRANTI
Una serie di contributi dall’amico Sergio Briguglio

 

1)   Cari amici,alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2010/ottobre/manuale-normativa-11.html 
potrete trovare una versione del mio manuale sulla normativa in materia di immigrazione e asilo, aggiornata al 30 settembre 2010.
2)

2)   Alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2010/ottobre/sent-corte-cost-299-2010.html, troverete una interessante sentenza della Corte Costituzionale (n. 299/2010), con la quale la Corte accoglie in minima parte il ricorso presentato dal Presidente del Consiglio contro molte disposizioni contenute nella Legge Regione Puglia 32/2009 ("Norme per l'accoglienza, la convivenza civile e l'integrazione degli immigrati in Puglia"), e lo respinge in misura preponderante. Le disposizioni dichiarate costituzionalmente illegittime sono quelle che garantiscono:
a) il diritto di difesa dello straniero soggiornante a qualunque titolo (si tratta di materia di competenza statale);
b) l'applicazione dei principi della Convenzione ONU 18/12/1990 sui diritti dei migranti e delle loro famiglie (la Convenzione non e' stata ratificata dall'Italia e le Regioni non possono dare esecuzione ad accordi internazionali indipendentemente dalle leggi di ratifica).
 
Viene invece dichiarata infondata la questione di legittimita' di diverse altre disposizioni. Di particolare interesse e' il giudizio relativo alle disposizioni in materia di assistenza sanitaria.
La Legge Regione Puglia 32/2009 prevede che gli stranieri assistiti con il codice STP abbiano diritto alla scelta del medico di base (cosa non prevista dalle disposizioni nazionali). La Corte dichiara legittima questa disposizione, dato che non altera le restrizioni sul tipo di cure cui lo straniero irregolarmente soggiornante ha diritto (cure urgenti o essenziali, anche a carattere continuativo).
 
La Legge in questione prevede anche che "ai cittadini comunitari presenti sul territorio regionale che non risultano assistiti dallo Stato di provenienza, privi dei requisiti per l'iscrizione al SSR e che versino in condizioni di indigenza, sono garantite le cure urgenti, essenziali e continuative attraverso l'attribuzione del codice ENI (europeo non in regola). Le modalità per l'attribuzione del codice ENI e per l'accesso alle prestazioni, sono le medesime innanzi individuate per gli STP". La Corte, dichiara legittima anche questa disposizione, osservando come essa sia coerente con l'interpretazione delle disposizioni del D. Lgs. 30/2007 offerta dalla Circ. Minsalute 19/2/2008.
 
La cosa e' rilevante perche' quella circolare indicava come il fondamento del rilascio del codice ENI fosse proprio nel principio costituzionale della tutela del diritto alla salute (art. 32 Cost.). Ora, e' la stessa Corte Costituzionale a benedire quella tesi, mettendo al riparo la circolare dai tagli di Tremonti.

 

Vi chiederete: cosa c'entra Tremonti? C'entra. Fu lui a far modificare, con la L. 133/2008, l'art. 1, co. 2 D. Lgs. 286/1998, che, nella vecchia formulazione, garantiva l'applicazione al cittadino comunitario delle disposizioni previste per lo straniero, quando queste risultassero a ui piu' favorevoli. L'intento della modifica (la formulazione che ne deriva (*) e' insulsa come un pensiero di Cota) era proprio quello di evitare che il cittadino comunitario non iscritto in anagrafe potesse fruire di assistenza sanitaria gratuita, al pari dello straniero irregolarmente presente. La circolare citata, non agganciandosi alla formulazione originale dell'art. 1, co. 2, ma - come detto - all'art. 32 Cost., era sopravvissuta alla modifica voluta da Tremonti, ma restava appesa a un filo. Ora, quel filo diventa un cavo d'acciaio.

 
Anzi, l'operazione stessa di modifica dell'art. 1, co. 2 D. Lgs. 286/1998 viene vanificata (rispetto alla finalita' di limitazione degli interventi assistenziali) da un ulteriore giudizio della Corte Costituzionale: quello relativo alla disposizione della Legge Regione Puglia che, riecheggiando la vecchia formulazione del medesimo art. 1, co. 2, stabilisce che le disposizioni della legge regionale "si applicano, qualora piu' favorevoli, anche ai cittadini neocomunitari"(**). Il Presidente del Consiglio solleva la questione di legittimita' costituzionale di questa disposizione proprio sulla scorta della modifica apportata all'art. 1, co. 2 dalla L. 133/2008. La Corte respinge la censura, dichiarando che "i criteri relativi al diritto di soggiorno dei cittadini dell'Unione europea ... devono essere armonizzati con le norme dell'ordinamento costituzionale italiano che garantiscono la tutela della salute, assicurano cure gratuite agli indigenti, l'esercizio del diritto all'istruzione, ed attengono a prestazioni concernenti la tutela di diritti fondamentali, spettanti ai cittadini neocomunitari in base all'art. 18 del TFUE (gia' art. 12 del Trattato CE), che impone sia garantita, ai cittadini comunitari che si trovino in una situazione disciplinata dal diritto dell'Unione europea, la parita' di trattamento rispetto ai cittadini dello Stato membro".
 
Ne deriva, secondo la Corte, quanto gia' affermato nella sentenza n. 269/2010: sono legittime le disposizioni regionali che intendano assicurare anche ai cittadini comunitari "quelle prestazioni ad essi dovute nell'osservanza di obblighi comunitari e riguardanti settori di propria competenza, concorrente o residuale, riconducibili al settore sanitario, dell'istruzione, dell'accesso al lavoro ed all'edilizia abitativa e della formazione professionale".
 
L'infondatezza delle censure concernenti questa disposizione della Legge Regione Puglia comporta il difetto di rilevanza della questione di legittimita' costituzionale di art. 1, co. 2 D. Lgs. 286/1998, nel testo modificato da L. 133/2008. Tale questione era stata proposta in linea subordinata dalla Regione Puglia, in riferimento all'art. 3 Cost. Peccato: se esaminata, sarebbe stata probabilmente respinta (i pensieri di Cota, benche' insulsi, sono in genere costituzionalmente legittimi); ma la Corte avrebbe potuto chiarire se una clausola di salvaguardia come quella cassata da Tremonti debba essere considerata implicitamente vigente nel nostro ordinamento. Sara' per la prossima volta...
 

3)   alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2010/ottobre/somm-accordo-integrazione.html troverete un sommario delle principali disposizioni contenute nello schema di regolamento relativo all'accordo di integrazione. Il riferimento e' al testo comunicato dalla Presidenza del Consiglio ai Ministri competenti, alla Conferenza delle Regioni e delle Province auronome e alla Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2010/ottobre/schema-reg-acc-integraz.pdf), in parte diverso da quello a suo tempo pubblicato da diversi siti web. In particolare, e' prevista l'assegnazione di un bonus iniziale di 16 punti ed e' scomparsa la previsione di una possibile influenza dell'inadempimento parziale da parte dello straniero sulle decisioni dell'amministrazione in materia di concessione della cittadinanza.

 
4)   Alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2010/ottobre/sent-cass-21799-2010.pdf troverete la sentenza con cui la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, rivede la questione dei presupposto per l'applicazione dell'art. 31, co. 3 D. Lgs. 286/1998.                                         La sentenza cerca di mostrarsi equidistante tra i due precedenti orientamenti - quello restrittivo, finora dominante, che esigeva l'esistenza di situazioni di assoluta emergenza e bisogni di carattere temporaneo, e quello, minoritario, che si limitava a richiedere il rischio che il minore subisca un danno grave dall'allontanamento dell'adulto -, bacchettandoli entrambi.
In realta', le Sezioni Unite  sposano sostanzialmente il secondo orientamento, limitandosi a criticare le corrispondenti sentenze sulla base di difetti interpretativi inesistenti.
Viene fatta giustizia, cosi', di una lettura dell'art. 31, co. 3 clamorosamente errata.
Sullo stesso tema le Sezioni Unite hanno adottato anche la sentenza n. 21803/2010. Non l'ho letta, ma immagino che sancisca lo stesso principio.
 
Cordiali saluti - sergio briguglio
 
 
FUORI ORARIO
Purtroppo non abbiamo fatto in tempo a riportare questa bella iniziativa della libreria “Il Posto delle Favole” nel nostro rione, in largo Sant’Alfonso 3.
Speriamo di essere più puntuali la prossima volta.
 
Aspettando la notte di Halloween
Letture al buio
 
Nelle notti  buie, accadono molte cose: ombre gigantesche che vorrebbero danzare con voi, rumori e scricchiolii provenienti dal soffitto, qualcuno bussa alla finestra perché vuole entrare….
Andiamo a conoscere gli strani personaggi che animano le notti buie
 
Letture e laboratorio per bambini coraggiosi, molto coraggiosi, dai 5 agli 8 anni
Giovedi 28 Ottobre ore 17,00 - Libreria “Il Posto delle Favole” - Largo Sant’Alfonso,3
Per motivi organizzativi è richiesta la prenotazione allo 06/44700084
Costo del laboratorio di lettura e realizzazione maschera €.5,00 a partecipante
 
 
EsquiliNotizie del 2 novembre 2010
A cura di Emma Amiconi e Roberto Crea
 
Ricordiamo che questo notiziario è a disposizione di tutti i nostri lettori. Chi vuole può stamparlo in proprio e diffonderlo a chi crede. E i nostri lettori commercianti, per esempio, possono stampare in proprio il bollettino, e anche affiggerlo nel negozio o in vetrina, e tutti possono diffonderlo nel proprio condominio, se consentito. Non ci offendiamo, anzi è cosa utile e buona, che aiuta la coesione del rione.
Criticate, suggerite, segnalate, inviateci le email di altri residenti interessati alle nostre tematiche, a metà tra il politico-sociale e la chiacchiera di quartiere.
Perché l'Esquilino è il rione più bello di Roma!
 
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