EsquiliNotizie del 22/08/2010 Stampa
Lunedì 23 Agosto 2010 19:33

Care amiche e cari amici del rione,

Ecco che sembra avviata alla fine anche questa estate: meno caldo, temporali e governo più o meno balneare, come negli anni ’70. Cicli e ricicli. Comunque speriamo abbiate tutte e tutti trascorso un sereno Ferragosto.

In questo numero altrettanto simpaticamente balneare un po’ di notizie e informazioni per chi è a Roma o ci sta tornando.

Esquilino sembra diventato il centro del mondo, ma le attenzioni amministrative non sembrano crescere, nonostante le promesse. Ha chiuso qualche negozio in piazza Vittorio ma di investitori italiani, sempre pronti a brontolare, non se ne vedono. Nel frattempo, nonostante i solleciti e le diffide, i portici continuano ad essere sporchi, sempre di più. Non è che qualcuno li vuole proprio sporchi sporchi che più sporchi non si può per poi dare la colpa ai soliti noti e farsi bello a pulirli, magari in presenza della banda? A pensar male si fa peccato…..

Si parla molto dei negozi e dei negozianti cinesi in queste settimane: leggiamo cronache di interventi delle forze di polizia e della Guardia di Finanza. Abbiamo anche notato che riguardano una minoranza di commercianti asiatici. Ci piacerebbe leggere anche di iniziative di conoscenza reciproca, integrazione e scambio tra le diverse culture e nazionalità che popolano il nostro universo rionale.

A questo proposito diamo anche il bentornato alla progetto “Mediazione Sociale” che, per il momento, è alloggiato all’interno del Mercato Esquilino nei pressi del banco 61. Un abbraccio a Leonardo Carocci e ai suoi collaboratori: buon lavoro, potete contare di nuovo su di noi.

Presentiamo la seconda parte del monitoraggio effettuato da Cittadinanzattiva in collaborazione con i cittadini del rione sul servizio AMA e vi raccontiamo qualche altra piccola cronaca, compresa l’impressione di un cittadino che rientra a Roma da un viaggio in Europa.

Partiamo come al solito da un nuovo saluto alla nostra Costituzione, questa volta siamo all’articolo 11. Ringraziamo Silvia Vitelli e i “Giovani per la Costituzione” per questo contributo che ci permette ancora una volta di condividere con noi un approfondimento della Carta fondamentale del nostro ordinamento (ogni settimana scopriamo che è un baluardo contro i tentativi di manipolazione dei processi democratici).

 Costituzione della Repubblica Italiana

 

 

 

Art. 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 

L’articolo 11 della Costituzione vieta al nostro Paese di ricorrere alla guerra, sancendo il ripudio della violenza bellica e lasciando alla Repubblica la sola possibilità di reagire con le armi ad un attacco esterno, in virtù del principio di autodifesa contenuto della Carta delle Nazioni Unite del 1945, di cui l’Italia fa parte. E proprio a questa realtà si riferisce la seconda parte dell’articolo in commento, in cui si prevede la partecipazione dell’Italia ad organizzazioni internazionali che comportano limitazioni di sovranità dello Stato. La sua principale applicazione pratica ha consentito l’adesione del nostro Paese all’Unione Europea.

Il commento è cura di Silvia Vitelli, Associazione Giovani per la Costituzione – www.giovaniperlacostituzione.it

 

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I PORTICI….ANZI, GLI “SPORCHICI” DI PIAZZA VITTORIO

Nulla è cambiato rispetto a quando ci siamo lasciati con il numero precedente di EsquiliNotizie il 1 agosto. Abbiamo verificato proprio questa mattina, 22 agosto.

Facciamo un riassunto per “coloro che si fossero messi in ascolto solo in questo momento” (magari proprio l’AMA e il Comune).

Avete passeggiato recentemente, diciamo da metà luglio a oggi, sotto i portici di piazza Vittorio? Avete osservato quel velo nero a chiazze o strisce sui pavimenti, che in alcuni punti raggiunge diversi millimetri di spessore, lungo di essi? Ecco, quello è sporco. Da molte settimane AMA non passa a lavare i portici come invece aveva fatto per anni con macchine speciali: erano lavoratori di una cooperativa che, li avrete sicuramente visti in passato, arrivavano a bordo di un furgone del “Servizio Decoro Urbano”: è una delle cooperative che non hanno avuto il rinnovo del contratto da parte del Comune (il Sindaco Alemanno ha cancellato tutti gli incarichi dati alle cooperative sociali), e Ama non ha pensato a come intervenire per coprire il buco che si sarebbe venuto a creare. Il risultato, di là dalle promesse roboanti ascoltate durante l’ultima visita del Sindaco nel nostro rione solo tre settimane fa, è sotto gli occhi di tutti.

In questo periodo vediamo sì operatori dell’Ama che spazzano, a mano o meccanicamente, con una certa regolarità, ma nessuno che lava, e lo strato nero, come un blob degno del cinema dell’orrore, cresce. Anche intorno ai tavolini dei bar sotto i portici che ci ospitano ogni tanto per un caffè.

Abbiamo personalmente interpellato consiglieri municipali di maggioranza e minoranza e, il delegato del Sindaco al centro storico Dio Gasperini, i responsabili di AMA. Non è successo nulla.

Il responsabile AMA del I Municipio ha segnalato la situazione ai suoi superiori, corredando il dossier con fotografie. Non è successo nulla.

Cittadinanzattiva ha scritto a tutti (Sindaco compreso, vedi lettera qui sotto) allegando fotografie inequivocabili, e il Presidente del I Municipio Orlando Corsetti e la neo-consigliera PD Stefania Di Serio sono intervenuti altrettanto ufficialmente presso AMA e il Comune, ma non è successo nulla: l’Azienda non hanno nemmeno risposto, sarebbe stato un atto dovuto se non altro per educazione. E’ stato contattato via mail anche il “nuovo superservizio” del Comune dedicato a Esquilino…. Nulla.

Sempre Cittadinanzattiva ha a questo punto denunciato la situazione alla ASL, Servizio di igiene pubblica, per chiedere un intervento.  Vediamo a questo punto cosa succederà, dal momento che nelle attuali condizioni viene qualche dubbio rispetto alle garanzie igieniche garantite nei pressi dei tavolini all’aperto.

C’è stato perfino un articolo su Repubblica, al quale hanno fatto seguito lettere e commenti su vari blog, compreso “Degrado Esquilino”, piuttosto letto nel nostro rione: nulla.

Curiosa situazione. Qualcuno di voi avrà letto “Storia di Garabombo l’invisibile” dello scrittore peruviano Manuel Scorza: si trattava di un povero contadino che si era convinto di essere divenuto appunto invisibile poiché le autorità, che incalzava con proteste e richieste, non rispondevano mai e lo ignoravano completamente. Finché qualcuno gli ha sparato, convincendolo del contrario. Non ci spareranno, ma forse siamo diventati invisibili al potere anche noi cittadini che ci diamo da fare?

Possiamo chiedervi di divenire visibili e scrivere ad Ama, al Comune e al Sindaco per chiedere che tutto ciò finisca? Questi gli indirizzi:

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Al ritorno dalle vacanze interverremo in modo diverso se la situazione non sarà stata risolta in modo efficace e permanente. Promesso.

 

CITTADINANZATTIVA DENUNCIA LA SPORCIZIA DEI PORTICI DI PIAZZA VITTORIO AL SINDACO E ALLA ASL – NESSUNA RISPOSTA

Alleghiamo le due lettere spedite da Cittadinanzattiva – Assemblea di “Roma Centro” ad AMA (Sig. Barbato), al Comune, al Municipio e in un secondo momento alla ASL – Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, per segnalare lo stato di sporcizia indecente nel quale si trovano i portici di Piazza Vittorio da alcune settimane.

A: Sig Barbato, AMA;

Egregio Sig. Barbato,

Questa è l’ennesima richiesta di intervento fatta nelle ultime tre-quattro settimane per ottenere da parte di AMA la pulizia del pavimento dei portici di Piazza Vittorio.  E’ veramente deludente e inaccettabile che una società come AMA si comporti in questo modo.

Nonostante i numerosi solleciti fatti al vostro centralino da numerosi cittadini e anche dal sottoscritto (l’ultimo il 28 luglio, protocollo numero 1436482), nulla è ancora avvenuto.

Ho parlato con il Sig. Savignano di AMA il 27 luglio, in occasione della visita del Sindaco all’Esquilino e ha detto che si sarebbe occupato della questione e sono certo l’abbia fatto. Tuttavia, nonostante altri solleciti e telefonate ad AMA, siamo di fronte ad un esempio assolutamente negativo di mancato intervento nonostante i solleciti a tutti i livelli, compresa l’amministrazione municipale nelle figure di alcuni consiglieri (che sono in copia) e del Delegato al Centro Storico Dino Gasperini.

Dopo tutte queste settimane senza un intervento né una risposta non sappiamo più cosa pensare.

La invito a far intervenire quanto prima i suoi operatori perché la situazione igienica, come documentato anche da fotografie a lei fatte pervenire dal Sig. Savignano medesimo e come segnalato dai residenti, è inaccettabile e ci vedremo costretti a denunciare quanto presente alle autorità sanitarie e in altre eventuali sedi, dal momento che esiste anche un contratto per la pulizia dell’area che deve essere rispettato.

Come sapete bene, ci sono persone che utilizzano alcuni angoli dei portici come bagno e, dopo settimane estive con il caldo, può immaginare quale sia lo stato dell’area.

Sotto i portici, nella sporcizia indegna di una capitale come Roma, insistono attività commerciali e alberghi che si trovano a fare i conti con i propri clienti che protestano per la situazione.

Non compete ai cittadini derimere i contenziosi con la cooperativa precedentemente incaricata della pulizia periodica che ora, sembra, fuori dai giochi. Questa è responsabilità di AMA e AMA deve intervenire tempestivamente e poi con regolarità.

Rimango in attesa di un tempestivo intervento e di un cortese riscontro scritto. Grazie. Distinti Saluti.

Roberto Crea, coordinatore Assemblea “Roma Centro” Cittadinanzattiva

 

ANCHE IL PRESIDENTE DEL I MUNICIPIO SI E’ MOSSO

Vi diamo la possibilità di leggere la lettera che il Presidente del I Municipio Orlando Corsetti ha spedito il 10 agosto ad AMA e al Sindaco Alemanno per ottenere la pulizia del pavimento dei portici di Piazza Vittorio. Ancora nulla…

 

In riferimento alle note del Sig. Roberto Crea e della Sig.ra Cristiana Narducci (che leggono per conoscenza), si sollecitano delle risposte urgenti circa la pulizia delle scale esterne che portano alla stazione metro di Piazza Vittorio Emanuele II e della pavimentazione dei portici della piazza stessa.

 

Il Presidente del Municipio Roma Centro Storico

Orlando Corsetti”

 

PULIZIA DEGLI SPAZI VERDI CON L’AIUTO DI RECLUSI

A ulteriore riprova che una delle criticità maggiori per la vita quotidiana del nostro rione è rappresentata da decoro e pulizia, si segnala una interessante iniziativa intrapresa dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Comune di Roma e AMA. Il 15 agosto (non siamo certi si sia in realtà effettuata) un gruppo di detenuti di Rebibbia, scortati da agenti di polizia penitenziaria e accompagnati da operatori AMA, ha lavorato per pulire gli spazi verdi del nostro rione in piazza Pepe. Siamo contenti, dal momento che abbiamo segnalato più volte, anche assai recentemente, lo stato di abbandono e degrado dello spazio verde antistante al teatro Ambra Jovinelli.

Speriamo che venga anche mantenuta pulita regolarmente senza aspettare nuovi progetti per i detenuti di Rebibbia.

 

L’ESQUILINO HA BISOGNO DI AZIONI, IN FRETTA

Riceviamo da Fiorella e pubblichiamo con piacere

Grazie davvero agli amici che ci tengono informati sui tanti problemi del quartiere, e sui tentativi di soluzione ; non si vedono però soluzioni effettive, neppure quando la richiesta sia in primo luogo -come nel caso degli impianti in costruzione sul tetto dell'edificio della polizia in via Mamiani -di tipo informativo. C'è un vincolo o no della sovraintendenza, e di che tipo ? le autorizzazioni ci sono tutte o no ? che cosa ha da dire in proposito il I Municipio ?

Stamattina, 2 agosto, vedo finalmente una macchina dell'AMA per la pulizia dei portici, in stato deplorevole da tanto tempo.. bene.. ma non è possibile neppure avvicinarsi alla soluzione del problema - qui come altrove ( compresa Principe Amedeo, e lo stato dei cassonetti davanti al mercato coperto )- senza un mix di interventi di negoziazione ( con i commercianti e le comunità ), di educazione ( anche interventi di comunicazione ), di sanzione. Avete mai visto cosa fanno i vigili urbani quando vedono buttare i rifiuti alimentari ( ossa e residui di carni comprese ) nei cassonetti per la raccolta urbana ? Io si, non fanno niente, e viene il sospetto che questo non avvenga a caso... quanto alla puzza di urina, e al diffuso comportamento di tanti ( naturalmente maschi.. nessuna donna ,di qualsiasi provenienza culturale,è così arrogante ) che urinano sotto gli occhi di tutti,di notte e di giorno, occorrono bagni pubblici , operazioni dissuasive e di mediazione :ma affidate a chi ? vigili ? associazioni ? mediatori ?

Avere ogni giorno sotto gli occhi l'impossibilità di trovare soluzione a problemi tutto sommato piccoli, sgretola ogni residua convinzione che si possano affrontare sensatamente i problemi più grandi.. grazie comunque per l'esercizio di democrazia.

Fiorella Farinelli

 

CITTADINANZATTIVA VALUTA AMA ALL’ESQUILINO – SECONDA PARTE

Questa, come promesso, è la seconda parte della relazione sul monitoraggio che l’Assemblea “Roma Centro” di Cittadinanzattiva ha effettuato nei mesi scorsi nel nostro rione per valutare la gestione dei cassonetti (e quindi la gestione dei rifiuti solidi urbani) nel nostro rione.

Vi rimandiamo al nostro sito www.esquilinotizie.org per un approfondimento: troverete la relazione intera e le documentazioni grafiche e tabellari allegate.

Pensiamo di riuscire ad organizzare un incontro pubblico dopo l’estate per discuterne insieme ai cittadini, alle autorità comunali e municipali e, naturalmente, all’AMA.

Vi forniamo anche il collegamento all’articolo pubblicato da Repubblica il giorno 11 agosto su questa iniziativa:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/08/11/news/esquilino_dossier_sulla_citt_sporca-6213193/

…………………………

 

SOMMARIO

Sempre tenendo presente che auspichiamo un rapido passaggio ad altra metodologia di raccolta dei rifiuti urbani con l’abbandono dei cassonetti che non permettono una efficace raccolta differenziata e che costituiscono, con la loro stessa semplice presenza, un invito a lasciare i rifiuti abbandonati, ci permettiamo di riassumere alcuni aspetti critici:

 

-       ELEMENTI CHE RICHIEDONO NETTO MIGLIORAMENTO

o   Cassonetti in genere sporchi e in cattive condizioni

o   Cassonetti posizionati male e non sempre in zone comode per i cittadini

o   Cassonetti insufficienti in alcune aree del rione, sia per la raccolta indifferenziata sia, soprattutto, per la raccolta differenziata

o   Pulizia interna dei cassonetti inesistente

o   Informazioni non visibili o assenti per un corretto utilizzo dei cassonetti

o   Mancanza di informazioni e controllo sull’uso appropriato delle singole tipologie di cassonetto

o   Area intorno al mercato coperto ancora in condizioni inaccettabili di igiene

o   Altre aree del rione sono critiche e richiedono un intervento mirato

o   Mancanza di interventi nei confronti di bar e in generale locali di somministrazione che non effettuano la raccolta differenziata e gettano tutto nei cassonetti verdi

o   Significativo ritardo negli interventi dopo segnalazione al numero verde

o   Mancanza di iniziative educative per la cittadinanza e soprattutto per gli studenti

o   Mancanza di interventi di formazione, sensibilizzazione ed eventualmente sanzione nei confronti dei numerosissimi esercizi commerciali della zona

o   Mancanza di rapporto tra operatori e cittadini, elemento che potrebbe facilitare un miglioramento delle condizioni attuali

o   Mancanza di controlli efficaci per evitare l’abbandono di materiali

o   Personale che opera in strada non sempre efficiente

 

-       ELEMENTI ABBASTANZA SODDISFACENTI CHE DENOTANO UN MIGLIORAMENTO RISPETTO AL PASSATO

o   Pulizia nell’area intorno al cassonetto (talvolta con disinfezione): migliorata in genere rispetto al passato, con eccezione soprattutto delle zone intorno al mercato, piazza Fanti, via Buonarroti e la zona circostante piazza Dante

o   Frequenza di prelievo del materiale dai cassonetti verdi

o   Gentilezza e prontezza degli operatori del numero verde a raccogliere le segnalazioni di inefficienze

o   Maggiore attenzione e disponibilità da parte dei responsabili territoriali

o   Intervento di mezzi più efficaci in alcune aree (spazzatrici con idranti, piccole spazzatrici per i marciapiede)

 

COMMENTI E RICHIESTE DI INTERVENTO

Il monitoraggio della qualità della raccolta dei rifiuti tramite i cassonetti è uno strumento per verificare il lavoro di AMA ma anche l’occasione per allargare un po’ il discorso sulla pulizia del rione e sulle responsabilità per una condizione largamente insoddisfacente. I cittadini che hanno reso possibile questa analisi sono sempre molto attenti alle condizioni generali di pulizia e ci hanno suggerito le seguenti osservazioni.

 

Ci sentiamo onestamente di dire, fatti alla mano, che recentemente sembra essere presente una nuova disponibilità ad ascoltare e ad intervenire su richiesta da parte dei responsabili di AMA del rione, ma manca ancora una visione “strategica e preventiva” che deve venire da una più ampia comprensione dei problemi delle singole zone  di Esquilino e che consenta una programmazione migliore degli interventi. Questo può essere risolto esclusivamente con forme di partecipazione e sensibilizzazione.

 

Va anche detto che una parte rilevante della responsabilità delle condizioni insoddisfacenti di pulizia (compresi parte dei problemi relativi alla gestione dei cassonetti) è di molti cittadini, residenti o di passaggio: rifiuti abbandonati vicino ai cassonetti e cose gettate per terra (carta, bottiglie, vetri) vanificherebbero anche la migliore delle pulizie possibili, cosa che per altro non c’è.

 

Esiste un problema sensibile relativo alla presenza, abbastanza diffusa, di escrementi animali e deiezioni umane che non vengono rimosse. Esisteva una volta un servizio effettuato da motociclette con aspiratore, ma non se ne vede più traccia. Il primo problema è determinato dalla maleducazione dei padroni degli animali (si richiede controllo e azioni sanzionatorie), mentre il secondo ha alla base sono problemi di disagio sociale che potrebbero essere mitigati dalla presenza di bagni pubblici (se ne parla da anni ma non si è visto nulla fino ad oggi) ed altri interventi di assistenza.

 

Si osserva comunque una pulizia dei marciapiedi ancora scadente, con alcuni operatori che impiegano delle mezz’ore per percorrere un tratto di 50 metri tra una telefonata e una chiacchiera con un collega, mentre altri risultano assai più efficaci. Infatti, una recente indagine commissionata da AMA ha messo in evidenza che si notano più operatori per le strade, ma a ciò non corrisponde ancora un miglioramento significativo della pulizia.

 

In particolare, la parte appena sotto il marciapiede, lungo il parcheggio delle auto, e le piccole aree verdi intorno alle piante vengono pulite di rado e male. Tra il marciapiede e la strada c’è costantemente una piccola discarica che causa spesso l’otturazione delle caditoie dell’acqua piovana e il conseguente allagamento in caso di pioggia forte. Occorre migliorare la pulizia ma anche intervenire con determinazione sulla sensibilità dei cittadini e dei commercianti, anche con incentivi per i comportamenti virtuosi e sanzioni per quelli inaccettabili.

Occorre quindi operare su entrambi i fronti con eguale convinzione e investimento, in quanto pulizia e prevenzione devono far parte della stessa strategia, cosa che fino ad ora non è avvenuto.

 

PROPOSTE

Alla luce di quanto esposto sopra, possiamo concludere che c’è spazio per molti miglioramenti, ma occorre farlo insieme e su diversi fronti.

Cittadinanzattiva Roma Centro propone una serie di interventi a breve e a medio termine che, per le loro caratteristiche, non sono molto costosi e riguardano sia AMA e Amministrazione (Municipio e Comune) sia i cittadini medesimi:

 

-       prima di tutto, insistiamo, occorre sostituire il sistema di raccolta con i cassonetti con uno più efficiente e compatibile, quali quelli porta a porta in vigore in altre zone della città. Questa è LA SOLUZIONE del problema.

-       Una verifica del numero dei cassonetti all’Esquilino e un ripensamento della loro distribuzione, del loro posizionamento in alcune aree (vedi tabella per maggiori informazioni), e del rapporto tra cassonetti verdi e quelli per la raccolta differenziata

-       Rinnovo dei materiali e miglioramento della manutenzione di quelli utilizzati attualmente

-       Pulizia dei materiali

-       Miglioramento sensibile dei tempi di intervento dopo la segnalazione di disservizi

-       Migliore pianificazione degli interventi nella zona dei mercati (in particolare in prossimità di quello coperto in via Principe Amedeo e zone limitrofe), interventi in orari coerenti con le attività dello stesso; avvio di una campagna di sensibilizzazione degli operatori del mercato alimentare (magari in collaborazione con la cooperativa che lo gestisce e con coloro che si occupano di mediazione culturale con le comunità di immigrati), un costante controllo ed eventualmente sanzioni che dissuadano da comportamenti illeciti e pericolosi per la salute pubblica. Lo stesso in altre aree segnalate come critiche (ad esempio piazza Fanti, via Buonarroti, Piazza Dante)

-       Una campagna di informazione per il conferimento dei materiali riciclabili nei cassonetti blu e bianchi. Sarà utilissima anche per quando, finalmente, si avrà la raccolta porta a porta all’Esquilino

-       Una campagna di sensibilizzazione dei commercianti affinché, quando spazzano i marciapiede (capita spesso), raccolgano la sporcizia anziché buttarla in strada accanto alle auto parcheggiate. Tale campagna dovrebbe essere condotta in collaborazione con le associazioni di categoria, associazioni di cittadini e le comunità di immigrati tramite mediatori sociali e culturali, vista la tipologia di molte attività commerciali nel rione. In generale una campagna di sensibilizzazione dei cittadini a tenere la città più pulita

-       Una campagna di educazione in collaborazione con il Municipio, il Comune e le associazioni da effettuarsi all’interno delle scuole, per sviluppare una generazione di cittadini con maggiore sensibilità verso questi temi

-       Interventi (informativi, educativi, premiali – riconoscimento di buone pratiche - di controllo ed eventualmente sanzionatori) mirati a ottenere un’effettiva raccolta differenziata da parte dei vari esercizi di somministrazione

-       Interventi sul personale AMA in strada, eventualmente anche con l’incontro con i cittadini del rione per aumentare il livello di coinvolgimento reciproco nel rispetto del territorio, del lavoro degli operatori (soprattutto di quelli che lavorano con impegno) e del diritto di tutti alla pulizia e all’igiene dell’ambiente nel quale si vive.

Tutti questi aspetti saranno oggetto di analisi, discussione e, speriamo, pianificazione che  AMA, Comune e Municipio vorranno portare avanti con noi.

 

Pensiamo che emergano parecchi spunti da questo lavoro portato avanti da Cittadinanzattiva con diversi residenti di diverse aree del nostro rione. Se qualcuno ha interesse a discuterne o semplicemente a commentare le osservazioni, può scriverci:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

A MARGINE DELLE SERATE DI CINEMA IN PIAZZA VITTORIO

Riceviamo da Carla e volentieri pubblichiamo

“Cari di Esquilinonotizie, intanto grazie per il vostro lavoro, una boccata di ossigeno in questa società soffocante.

Ho un’osservazione forse minore ma che può far riflettere: andando al cinema in piazza Vittorio questa estate, ho notato che tutte le sere ci sono dei motorini parcheggiati dietro la biglietteria e delle auto sui marmi dal “lato stazione Termini”. Ho chiesto delucidazioni agli organizzatori (autodefinitisi pomposamente “staff”!!!!) e mi hanno detto di avere un’autorizzazione al parcheggio all’interno del giardino perché lavorano lì. Interessante. Mi piacerebbe sapere se è vero, prima di tutto, e quindi che qualche vigile controllasse (sembra una barzelletta questa, no?) e poi, nel caso lo fosse, sapere chi è il genio che ha concesso l’autorizzazione in oggetto. Fantastico! Io non lavoro tre ore al giorno a piazza Vittorio ma ci vivo da dieci anni: chiederò il permesso di parcheggiarci dentro, mi sembra di possederne i requisiti.

A presto e buon lavoro. Carla”

 

RINNOVATA LA FARMACIA LONGO

E’ proprio elegante e accogliente il nuovo allestimento della Farmacia dell’amico Dr Giuseppe Longo in piazza Vittorio: viene quasi voglia di prendersi in fretta un raffreddore per poterci fare un salto e visitarla. Unico commento: la nuova insegna (la croce verde di tutte le farmacie al pubblico) che dà informazioni in diverse lingue non ci convince proprio. Comunque grazie davvero per quanto fatto.

 

BUONE NUOVE: UN NUOVO RISTORANTE/TAVOLA CALDA IN PIAZZA VITTORIO

Ci hanno detto che anche l’ultima porzione del negozio di mobili Sonnino (portici di Piazza Vittorio lato stazione Termini, per intenderci) ha chiuso e verrà rilevato da un negoziante cinese. Niente di nuovo, quindi. Comunque va detto che un brutto negozio italiano rimane prima di tutto un brutto negozio, e Sonnino aveva un brutto negozio che esponeva all’esterno materassi et similia in piedi appoggiati al muro dei portici. Ben venga, speriamo, un negozio più bello.

Ora, sembra che sempre in piazza Vittorio, sul lato opposto, stia per aprire una ristorante-tavola calda gestita da un cittadino cinese (ma non sarà un ristorante cinese) e siamo proprio curiosi di vedere qualche cosa di buono e di utile, anche per gli impiegati ENPAM che verranno a lavorare all’Esquilino tra pochissimi mesi. Domanda retorica: perché non l’hanno aperto degli imprenditori italiani? Qualcuno ha una risposta vera?

Intanto, c’è una seconda buona notizia: ha finalmente chiuso la sala giochi di piazza Vittorio. Pagava un affitto, si dice, di oltre 12 mila euro al mese. No comment.

 

DOPO IL SECONDO INCONTRO CON ASSESSORE BORDONI SUL TEMA DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI ABUSIVI…GLI ABUSI CONTINUANO, ANCHE ALL’ESQUILINO

 

Ricorderete che il Comitato promotore della delibera di iniziativa popolare contro i cartelloni abusivi e illegali ha raccolto oltre 10.000 firme per la modifica del regolamento sulle affissioni dei cartelloni pubblicitari comunica che è stato raggiunto e superato il quorum necessario a dare avvio alla procedura di discussione ed approvazione della delibera. Ricorderete anche che il 29 luglio scorso si è svolto un nuovo incontro presso l’Assessorato al Commercio con l’Assessore Bordoni, il dirigente degli Uffici Comunali, Dott.Paciello e il Cap.Peschiaroli comandante del Gruppo dei Vigili GSSU.

Nelle ultime due settimane abbiamo osservato un incremento (da quantificare) degli interventi di rimozione dei cartelloni illegali ma anche l’installazione di molti altri impianti non in regola, anche nel nostro rione (vedi articolo su Degrado Esquilino tramite questo link http://www.degradoesquilino.com/2010/08/la-cartellopoli-romana-continua-anche-allesquilino.html). Vogliamo continuare a sostenere l’attività del Comitato Promotore per arrivare alla soluzione del problema perché c’è ancora moltissima strada da fare. Noi e i 10.000 cittadini che hanno firmato siamo qui e non cediamo di un centimetro su questa questione di legalità e di civiltà. Il Comune deve impegnarsi molto di più e mettere in atto azioni e emettere ordinanze che frenino l’invasione. Vi terremo informati.

Intanto vi alleghiamo gli articoli e la galleria fotografica apparsi recentemente su Repubblica online (probabilmente il quotidiano che ha dato più spazio al tema) che segnalano la gravità della situazione, complicata anche dalla presenza incontrollata di paline di ogni tipo. Ecco qua, per chi non avesse ancora letto gli articoli:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/08/22/news/monumenti_assedio-6427618/

http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/08/22/news/cartellopoli-6427713/

e visto le foto

http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/08/22/foto/la_kasbah_dei_pali_ecco_le_immagini-6427622/1/



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OLTRE ESQUILINO

 

UN RICCO INTERVENTO SU COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, LAVORO, DIRITTI, STATO SOCIALE

 

Ospitiamo con piacere l’intervento di Marco Foroni, Segretario Sezione A.N.P.I. don Pietro Pappagallo Esquilino-Monti-Celio Roma

Lavoro, diritti, Stato sociale. L’A.N.P.I. e la difesa della Costituzione.  (da questo titolo potete collegarvi al sito http://anpiesquilino.blogspot.com)

 

“E’ più sentito che mai il tema del lavoro, in questa nostra nuova Resistenza, di noi oggi “partigiani della Memoria e resistenti del presente”, sotto i forsennati e ripetuti attacchi alla Costituzione, al tentativo di smantellare in senso oligarchico i diritti progressivi ivi enunciati; l’eguaglianza dello Stato sociale di diritto voluto dai nostri padri costituenti. Tentativo che nasce dalla deriva post-liberista, originata dalla catastrofica crisi di questo capitalismo feroce ed iniquo.

 

Tra le fonti e le istanze ispiratorie della nostra Costituzione nata dalla guerra per la Liberazione, abbiamo quella ricchezza di princìpi economici che costituiscono l’essenza giuridica e materiale dello Stato sociale di diritto, cioè la rappresentazione istituzionale del godimento dei cittadini dei diritti sociali, della effettiva partecipazione alla vita economica, politica e collettiva del nostro paese.

 

Tali princìpi definiscono l’idea di società come esperienza di comunità sentita e vissuta, sostituendo all’ordine dell’egoismo l’ordine dell’eguaglianza; il primo genera sfiducia e sospetto reciproci, il secondo fiducia e solidarietà. Senza un forte Stato sociale è più difficile che le persone possano trovare gli stimoli ad impegnarsi politicamente ed a partecipare al rituale democratico delle elezioni, in ultimo ad esercitare i diritti politici. I diritti sociali, diffusi e per tutti, consentono di legare l’idea di comunità alla realtà quotidiana e la piantano sul terreno solido dell’esperienza di vita. 

Principi che si richiamano quindi ai valori imprescindibili della solidarietà, valore base per cementare l’aggregazione sociale, e del lavoro, quale criterio unico di valutazione dell’individuo nella società, e del conseguente diritto di tutti a svolgerlo in condizioni di vera parità.

 

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” recita l’Art. 1, risultato dell’affinamento comune degli ideali comunisti, socialisti, cattolici, liberali e di convergenza politica tra le varie componenti della Assemblea Costituente. < Dicendo che la Repubblica è fondata sul lavoro, si esclude che possa fondarsi sul privilegio, sulla fatica altrui e si afferma il principio che essa si fonda sul dovere, che è anche diritto ad un tempo per ogni uomo di trovare nel suo sforzo libero la sua capacità di essere e di contribuire al bene della comunità nazionale > (A. Fanfani, Ass. Costituente, seduta pomeridiana del 22-03-1947).

 

Princìpi saldi e ragioni attualissime, se pensiamo al dilagare della speculazione finanziaria che sottrae risorse alla ricchezza reale (cosa altro è la speculazione se non arricchimento sulla “fatica altrui”…) e alla disoccupazione e alla precarietà, che hanno trasformato il lavoro in un bene raro e inaccessibile, pagato mediamente in modo irrisorio (l’Italia è tra i Paesi OCSE con i salari più bassi) e di cui si appropriano i privilegiati e i forti, a danno di coloro che sono privi di protezioni legali.

 

Nonostante l’Art. 36 (cui il recente accordo alla FIAT di Pomigliano mira a derogare) preveda il diritto ad per il lavoratore ad una retribuzione sufficiente ad assicurare una esistenza libera e dignitosa, oltre che proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro. Una eccezione al dettato costituzionale, quando sono in gioco i diritti, non conferma la regola, la distrugge (M. Giannini); diritti trasformati in merce fungibile e scambiabile con le alterne vicende e fortune delle aziende (che poi, magari, delocalizzano ugualmente).

 

E perché l’Art. 1 non protegge affatto i garantiti sociali, i cosiddetti “fannulloni” (termine mediatico e di facile e superficiale impatto, tanto caro a Ichino e Brunetta) ma, al contrario, vuole che tutti i cittadini abbiano la possibilità, il diritto, di accesso al lavoro e nel lavoro possano dimostrare le loro competenze e professionalità, come richiamato all’Art. 4.

 

E per consolidare e dare attuazione al dettato costituzionale, il 20 maggio 1970 venne approvata (con l’astensione del Partito Comunista, come cambiano i tempi…) la legge n. 300, lo Statuto dei diritti dei lavoratori, che accolse le linee ed i contenuti scaturiti dai lavori della Commissione nazionale sul tema istituita da G. Brodolini, sindacalista socialista che fu Ministro del lavoro e che legò il suo nome anche alla importante riforma della Previdenza sociale (legge n. 153 del 1969), ovvero le pensioni basate sul criterio solidaristico del calcolo retributivo (principio scardinato dalle controriforme del 1992, 1995 e 1997).

 

Lo Statuto dei lavoratori rappresentò il massimo risultato in termini di applicazione di diritti fondamentali dei lavoratori e di riordino delle normative approvate negli anni ’60, nel quadro di un indirizzo coerente con il pensiero e la prassi politiche del riformismo socialista, maturato anche a seguito della spinta delle rivendicazioni e delle lotte sindacali di quegli anni e in particolare dell’autunno caldo del ’69.

 

Basti ricordare, oltre alle norme discriminanti il lavoro femminile (la clausola del nubilato, il non riconoscimento dei periodi di maternità), la tutela contro i licenziamenti senza giusta causa; 620.000 furono i lavoratori licenziati tra il 1948 e il 1966 (580.000 nel privato, 40.000 nel pubblico con ex partigiani esclusi dalle forze di polizia e dall’esercito) per rappresaglia politico-sindacale (A. Pizzinato).

 

E la vicenda delle 354.000 schedature FIAT del 1971 (indagine dell’allora pretore R. Guariniello), per spiare gli orientamenti politici, ideologici e la vita intima di uomini e donne, prima di deciderne l’assunzione o la destinazione; dove venivano “segnalati” gli ex partigiani e i militanti dell’A.N.P.I. e dove, dalla tipologia degli assunti e dei respinti, risultò che l'operaio ideale per la FIAT doveva essere apolitico, frequentatore della parrocchia, godere di buona reputazione pubblica, e andava bene anche se iscritto ai partiti di centro, oppure monarchico e missino.

 

Coerentemente al tema del lavoro, nella nostra carta costituente le libertà economiche non sono qualificate, come nelle istituzioni dello Stato liberale, quali assolute o inviolabili, ma hanno carattere “residuale”, dove le sfere “libertà civili” e “libertà economiche” sono rigorosamente separate. Chiarissima, infatti, in Assemblea Costituente fu la volontà di mantenere prevalente la tutela dell’interesse generale, laddove (Art. 41) l’iniziativa economica deve essere vista in funzione sociale e regolamentata dalla legge, e non può svolgersi in contrasto con il benessere economico collettivo, essendo subordinata ad esso. Sul tema, la recente dichiarazione del Presidente del Consiglio, < La nostra è libera economia in libero Stato >, a seguito della decisione della FIAT di trasferire le attività produttive di Mirafiori in Serbia, è un concetto istituzionale improprio, al dì fuori del dettato, dalla cornice e dello spirito costituzionale.

 

Anche la proprietà privata (Art. 42) è vista in termini di funzione sociale e quale diritto “residuale”, laddove infatti può essere pubblica o privata, legandosi ai principi enunciati negli Art. 2 (solidarietà) e Art. 3 (eguaglianza) e caratterizzandosi in una prospettiva comunitario-collettiva e certo non individualistica. Princìpi che trovano ulteriore conferma nell’Art. 43 in tema di nazionalizzazioni e socializzazioni da parte dello Stato, degli Enti locali e delle associazioni dei lavoratori, applicabili in ambiti vastissimi quali i servizi pubblici essenziali, l’energia, i settori in assetto di monopolio naturale, ovvero la proprietà pubblica dei mezzi di produzione in settori economici strategici ad interesse generale.

 

In sostanza, il dirigismo e l’interventismo economico, oggi tanto vituperati in nome della ideologia della “mano invisibile” (per molti, ma visibilissima per alcuni...), coincidono storicamente con il pieno affermarsi dello Stato sociale, con l’obiettivo di anteporre l’utilità generale agli interessi individuali dei singoli.

 

Ciò si esplicita attraverso l’enunciazione dell’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale, in ragione dell’idea mazziniana dei doveri dell’uomo (Art. 2) e di eguaglianza (Art. 3), nell’interesse generale per concorrere al quale tutti sono tenuti a contribuire alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva (Art. 53). Principio oggi fortemente disatteso, vista la iniqua distribuzione dei redditi, dello spaventoso spostamento di ricchezza avvenuto nell’ultimo quindicennio (dieci punti percentuali di PIL trasferiti dai salari alle rendite e ai profitti), e la ingiustificata abnorme evasione fiscale (in Italia, ci dice l’ISTAT,  il 10% delle famiglie possiede il 50% delle ricchezze).

 

Chiari risultano essere i presupposti economici degli attacchi a cui è sottoposta negli ultimi tempi la nostra carta costituzionale: la crisi ed il fallimento economico del modello neoliberista, al quale la borghesia capitalista speculatrice risponde alla ricerca di spazi vitali di appropriazione delle risorse necessarie per la sua salvezza. Una dura lotta di classe, condotta con metodo e fino ad ora vincente, che ha fatto virare a destra le traiettorie di uscita dalla crisi globale di solvibilità iniziata nel 2007.

 

Quindi “il mercato contro lo Stato”, un ventennio di pensiero unico neoliberista, e lo smantellamento pezzo per pezzo della Costituzione, formale e materiale, che tende a realizzarsi anche attraverso elusioni ed erosioni a forza di leggi all’apparenza non incidenti, incomprensibili o ignote ai più:

-       Imbavagliando e stritolando l’informazione (Art. 21);

-       Rafforzando il potere esecutivo, a danno di quello legislativo, marginalizzando nelle sue funzioni il Parlamento; si inserisce in questo conteso lo scontro istituzionale del Presidente del Consiglio al Presidente della Camera.

-       Azzerando i diritti sindacali e della componente più debole del rapporto di lavoro, ovvero il lavoratore (Art. 35); significativo il caso della tentata approvazione dell’arbitrato nelle controversie di lavoro previsto dal ddl n. 1167/09; norma non promulgata, un vulnus rispetto all’Art. 3;

-       Procedendo alla deregolamentazione e privatizzazione di beni e risorse pubbliche (il caso dell’acqua è solo l’ultimo di una lunga serie);

-       Disgregando lo Stato unitario repubblicano, attraverso disegni pseudofederalisti da apprendisti stregoni.

 

Emblematico il recente attacco, con conseguenti proposte governative di modifica, all’ Art. 41 in base ai paradigmi “libertà contro regolamentazione”, con riferimento ad un disegno che viene da lontano (come non ricordare i  < lacci e lacciuoli >  dell’allora governatore della Banca d’Italia G. Carli?), e “complessità contro semplificazione”: chiaro esempio i sistemi elettorali ultimi, dal mattarellum (approvato sotto le bombe del 1993) al porcellum, sistemi che fanno venire meno la chiara volontà di rappresentanza degli elettori.

 

Impoverimento delle classi medie affluenti (J.K. Galbraith); evasione fiscale di massa portata a sistema quale volano per la circolazione della liquidità e per autofinanziamento, ovvero un “keynesismo delinquenziale” (M. de Cecco); assenza di politica industriale e dei servizi e assetti strutturali economici da paese emergente con il paradosso però di avere, al contrario, le differenze sociali in rapido aumento anziché in diminuzione.

 

Dobbiamo essere consapevoli che il disastro economico neoliberista è andato (e andrà) in parallelo con l’attacco ai diritti costituzionali su vari fronti (A. Burgio), in particolare contro la rappresentanza e ai diritti sociali, facendo venir meno la democrazia progressiva parallelamente al declino dell’economia e alla negazione della vita democratica.

 

E allora: Resistenza!

 

Nel richiedere e lottare per avere un welfare giusto ed equo, contrastando con vigore tutte quelle azioni di politica economica di stampo liberista con chiare istanze di tipo assistenziale; opzioni, queste, spesso configgenti con il senso comune dei diritti alle persone. Andando oltre l’ideologia del pensiero unico, dove c’è solo spazio (limitato) per un welfare destinato ai meno abbienti, per la politica caritatevole, solo in apparenza altruistica.

 

Nel richiedere con forza programmi efficaci di riequibrio e redistribuzione dei redditi, attraverso la lotta al lavoro nero e una nuova politica fiscale più giusta e progressiva, la vera urgenza in un paese dove (ci conferma il Ministero dell’Economia) un contribuente su quattro non paga tasse, e dove ci sono più autovetture di lusso che stipendi pari al loro valore.

 

I nostri costituenti e padri della Repubblica, penso, sarebbero d’accordo”.

 

Marco Foroni