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[In evidenza] Per chi non avesse visto l'incontro ma volesse partecipare alla discussione, qui la sintesi di alcuni interventi dei relatori


PD Esquilino-CelioMonti-XXSettembre
(@pdesquilino2021)
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Elly Schlein

Gli scioperi dei riders e dei lavoratori di Amazon sono cose importanti. Che aspettiamo a fare anche noi, come in Spagna, una legge per i diritti dei riders? Facendolo con loro, insieme ai lavoratori.

Il campo politico della sinistra ha ormai più sigle che elettori, mentre nelle piazze si sovrappone chi lotta contro lo sfruttamento, chi contro il razzismo ecc.

C’è bisogno di una rete trasversale che porti a un incontro e smuova la sfiducia e l’indifferenza.

I giovani ci mostrano la via dell’intersezionalità per rovesciare il modello distruttivo liberista.

 

Goffredo Bettini

Sosteniamo convintamente il governo, che è però un governo di emergenza che limita la sovranità dei partiti

Su Letta ho piena fiducia. Negli ultimi trent’anni nessuno era riuscito a mettere mano alla forma-partito.

I 5 stelle hanno il compito – mai riuscito nella sinistra in Italia – di far vivere un partito verde non ideologico

 

Nadia Urbinati

C’è un declino di legittimità (nel sentimento, nella percezione) delle democrazie. Non è tanto sfiducia verso l’istituzione in sé, ma verso chi la rappresenta.

Le passioni non sono sempre da neutralizzare. Il sentire è importante. Sentire il valore della nostra libertà politica, che non ci viene dai giornali (semmai è il contrario…): sentire che ci sono progetti, che le persone hanno delle mete.

Biden, questo moderatissimo, ha compreso che l’unico modo per togliere ossigeno al movimento populista è avere il coraggio delle scelte politiche attraverso il governo e attraverso i movimenti. Il coraggio di essere parte, di essere di parte. Questo a noi italiani manca e va recuperato. Questa gratificazione, questo sentire, bisogna restituirlo ai cittadini.

Non sono stati i ‘bisognosi di rappresentanza’ a girare le spalle alla sinistra, ma piuttosto il contrario. L’errore è stato pensare che avvenisse avviene tutto come per un automatismo, mentre bisogna sentire e governare i processi.

Se Engels fosse vivo, dove andrebbe oggi a vedere la condizione delle classi lavoratrici? Dai riders, probabilmente.

 

Giuseppe Conte

L’arrogante globalizzazione liberista, se in alcuni paesi in via di sviluppo ha dato risultati positivi, ha fatto perdere il senso del primato della politica (questo il più grande difetto). Politica che è capacità di contemperare tutti gli interessi in gioco e di esprimere delle scelte valoriali per orientare i processi in corso.

L’esaltazione del patto di stabilità e crescita, è stato un totem che significava molta stabilità finanziaria ma pochissima crescita.

Il sovranismo è non condivisibile non perché ‘di destra’, ma perché offre risposte inadeguate tanto al contesto europeo quanto a quello globale.

Il Mes intergovernativo non era l’unica soluzione ai nostri problemi. Era inadeguato. Occorreva un mutamento di paradigma, com’è stato con Next Generation Eu – che permettere di ristrutturare il paese, di renderlo più resiliente.

Il debito comune europeo che stiamo producendo rappresenta un giro di boa. C’è un prima e un dopo.

Nella dicotomia progresso/conservazione il M5S può affermarsi come movimento di sinistra e pretendere di essere stata la forza più determinata a modernizzare il paese superando certe incrostazioni.

Rispetto ai principi ugualitario/gerarchico il M5S è una delle forze più caratterizzate a sinistra, che ha difeso il paese da distorsioni corporativistiche e censitarie.

Abbassare le tasse è di destra? No. È equità fiscale, efficienza, sostenibilità. Tutti i cittadini chiedono un fisco amico. E non dobbiamo lasciare interi blocchi sociali a un altro campo.

Il principio che ci distingue dal campo sovranista è quello della responsabilità: la politica deve avere lo sguardo alto sul futuro. Avrete un M5S rigenerato, che implementa un nuovo paradigma nel segno della giustizia sociale, di genere, intergenerazionale e territoriale.

Progetti concreti: parità di salari femminili, sostegno pubblico e sgravio contributivo al 100% per la maternità, asili nido…

 

Enrico Letta

L’empatia, il tenerci per mano, è la chiave per ricostruire una “Piazza Grande”, per usare la frase della campagna delle primarie di Zingaretti. Mi sento in continuità con questo lavoro intrapreso.

Ci vuole anzitutto una sostenibilità giusta, per mettere insieme “fine del mondo” (ecologia) e “fine del mese” (diritti sociali). Sennò si aiuta solo chi vuole trovare soluzioni populiste a breve termine.

Prima c’è però bisogno di uno sforzo radicale anche nei comportamenti al nostro interno. Una Piazza Grande di persone che si stimano e si vogliono bene tra di loro. Come fai a entrare in empatia col paese se i primi che non sopporti e non puoi vedere sono i tuoi compagni di partito? Il paese, altrimenti, non ci darà fiducia.

Io direi ad Elly [Schlein]  “vorrei che tu e Giuseppe [Conte] ed io”, perché – pur nelle modalità diverse – sento con loro quella stima reciproca. Ma allargherei il nostro campo anche ad altri soggetti politici, organizzativi, della società civile.

 Biden ha fatto un discorso radicale, rovesciando 30 anni di riflessioni dei vertici della politica americana: non dobbiamo investire tutto sulla locomotiva, perché tanto i vagoni verranno da sé. I vagoni si sono staccati perché non si è investito su di essi. È vero per i gruppi sociali, ma anche per i territori.

Oggi col PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) dobbiamo reinvestire sul Mezzogiorno.

È stata poi inserita una clausola di premialità a favore dell’occupazione femminile e giovanile: un’innovazione fondamentale che guarda lungo, ed è trasversale a tutte le voci del bilancio.

Non si può scaricare solo su una parte della società (le donne) il peso della cura dell’infanzia.

La democrazia è sfidata. Era sfidata prima della pandemia e lo è oggi ancor di più. C’è un risveglio dell’autoritarismo, dovuto - come ci ha mostrato Nadia Urbinati – sia alla disintermediazione (legata anche al digitale) sia all’eterno fascino delle scorciatoie.

Le Agorà democratiche saranno un’occasione che il Pd offre al campo largo delle forze progressiste del centrosinistra, ambientaliste, per riflettere e agire sul futuro della democrazia.

Dobbiamo anzitutto dimostrare ai cittadini che con i valori democratici si vive meglio: che - se si condividono le idee - si fanno scelte migliori e senza che nessuno ce le imponga.

Le amministrative saranno un momento importante, che vivremo nell’importanza della convergenza tra forze politiche.

Non ho timore di viverla in una logica di tappa intermedia verso la costruzione di questo progetto comune - da costruire anzitutto con l’empatia - pensando ai nostri figli e ai figli dei nuovi italiani.

 

Il link per vedere il video dell'incontro:

 

Questa discussione è stata modificata 2 settimane fa 2 tempo da PD Esquilino-CelioMonti-XXSettembre

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