E' in corso il Tesseramento 2010, potete aderire durante le iniziative del circolo, oppure ogni Giovedì (18-20) in Via Galilei, oppure contattandoci via email su pdesquilino@gmail.com.
OGNI SETTIMANA...
... IN VIA GALILEI 57
il Giovedì, dalle 18 alle 20, il circolo è aperto per proposte, discussioni e iniziative
il Giovedì, dalle 17:30 alle 19:30, è attivo lo sportello legale
il Giovedì, dalle 18 alle 20, i consiglieri Letizia Cicconi, Federico Migliaccio e Stefania Di Serio sono a disposizione dei cittadini per quanto riguarda le tematiche del Primo Municipio.
il Martedì, dalle 19, riunione del gruppo Territorio
il Giovedì, alle 18:30, riunione del gruppo dei Giovani Democratici
p.s.: non siamo maniaci del giovedì... è che abbiamo l'utilizzo della sala solo in quella giornata. :-)
Guardando ai dati del 2008 (gli ultimi che consentono una comparazione tra l’Italia e gli altri Paesi europei, gli immigrati rappresentano complessivamente circa il 6% della popolazione: tale dato è in linea con la media UE a 27 che si attesta al 6,2%. Questo dato tuttavia tiene conto di Paesi, come quelli neocomunitari, dove la presenza straniera è praticamente inesistente. Invece, se si compara il dato italiano con quello di paesi nostri competitor osserviamo che quello italiano è tra i più bassi. Per cogliere il reale significato di questi dati è necessario anche conoscere le legislazioni nazionali sull’acquisizione della cittadinanza. Mentre in Spagna vige una normativa simile alla nostra (principio dello jus sanguinis: la cittadinanza dipende dalla nascita da genitore cittadino italiano e da quello della residenza prolungata nel paese ospitante), in Francia vige sia il principio dello jus soli (chi nasce sul territorio ha la cittadinanza), sia quello dello jus sanguinis. In Gran Bretagna fino al 1983 la cittadinanza era largamente concessa anche ai cittadini delle numerosissime colonie. È chiaro dunque che i dati britannici e francesi devono essere ricalibrati in aumento, se si vuole considerare il reale impatto sociale del fenomeno migratorio.
Percentuale di stranieri nei Paesi UE (2008)
EU27
6,2%
EU25
6,6%
EU15
8,9%
Irlanda
12,6%
Spagna
11,6%
Austria
10,2%
Germania
8,8%
Gran Bretagna
6,6%
Italia
5,8%
Francia
5,7%
È nato il bambino 60 milioni
Nel dicembre del 2008 la popolazione italiana ha raggiunto il traguardo di 60 milioni di individui sostanzialmente grazie all’apporto degli immigrati: la popolazione italiana cresce per il 92% grazie agli stranieri; il saldo naturale italiano (differenza fra nati e vivi) inoltre rimane prossimo al pareggio grazie alla popolazione straniera (saldo degli stranieri uguale a +60.379 contro quello degli italiani di -67.249). Sul totale dei nati in Italia l’11,4% ha genitori di origine non italiana.
È evidente dunque che gli stranieri sono una componente indispensabile a livello demografico per mantenere l’Italia un paese giovane. Contrastare il costante invecchiamento italiano e combattere le sue gravi conseguenze sociali in termini di spesa pensionistica ed assistenziale si rivelerà una sfida imprescindibile per l’Italia: in questi termini la presenza straniera si sta dimostrando essenziale.
Fonti Dossier Caritas/Migrantes sulla Criminalità – Ottobre 2009
Comunità di Sant’Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009
Rapporto Ismu 2009
Partito Democratico Circolo Territoriale Esquilino
Via Galilei 57 (metro A Manzoni) - Telefono: 336.731077 email: pdesquilino@gmail.com