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«Ci vogliono classi per soli stranieri»

Gli alunni stranieri sono nati in Italia e parlano italiano

Gli alunni figli di genitori stranieri, nell’anno scolastico 2008/2009, sono saliti a 628.937 su un totale di 8.943.796 iscritti, per un’incidenza del 7%. L’aumento annuale è stato di 54.800 unità, pari a circa il 10%; l’incidenza più elevata si registra nelle scuole elementari (8,3%).

Di questi studenti 1 ogni 6 è rumeno, 1 ogni 7 albanese e 1 ogni 8 marocchino, ma si rileva di fatto una gran varietà di nazionalità. Gli alunni stranieri sono tali solo all’anagrafe, essendo in buona parte dei casi nati in Italia e vissuti per tutta la loro vita con coetanei italiani: per costoro evidentemente la lingua non è un problema. Quasi 4 su 10 (37%) sono nati in Italia, ma il rapporto sale a 7 su 10 (71,2%) tra gli iscritti alla scuola dell’infanzia.

Le maestre non ricorrono a tetti o classi d’inserimento

Dal rapporto Ismu 2009 emerge che lo strumento al quale maestre e professoresse più ricorrono per l’integrazione dell’alunno straniero è l’inserimento in classi a stretto contatto con i coetanei; viene trascurato il ricorso a tetti per classi o al raggruppamento degli studenti di uno stesso paese. Invece, si ricorre a strumenti specifici per l’accoglienza come protocolli, linee guida, commissioni d’accoglienza e test d’ingresso: queste azioni si svolgono all’interno del normale corso scolastico.

Adozione di criteri specifici da parte degli insegnanti per l’inserimento nelle classi di alunni di origine immigrata per area territoriale. Valori percentuali:

  Nord-ovest Nord-est Centro Sud e isole Totale
Si preferisce inserire l’alunno in classe con i coetanei 79,7 67,5 70,1 91,3 75,2
Si accolgono tutte le domande di iscrizione dell’anno 77,7 62,6 76,3 84,8 73,7
Rispetto delle linee guida per accoglienza e integrazione 72,3 82,1 50,6 47,8 67,4
È stata istituita una specifica commissione d’accoglienza 48,0 65,1 48,5 13,0 49,3
È stato predisposto un protocollo di accoglienza 48,6 64,2 33,0 15,2 45,8
Ci si avvale anche della collaborazione degli Enti locali 42,6 60,1 37,1 26,1 44,7
Sono previsti test di ingresso per definire la classe 40,5 43,9 33,0 34,8 39,1
La famiglia viene consultata nella scelta della classe 43,3 35,8 32,0 23,9 36,2
Ci si avvale anche della collaborazione del terzo settore 22,3 42,3 10,3 10,9 24,2
Si tende a raggruppare alunni di uno stesso paese 14,2 23,6 10,3 32,6 18,1
Stabilito un tetto massimo di alunni immigrati per classe 4,7 19,5 11,3 34,8 14,0
Gli ingressi di immigrati sono coordinati con altre scuole 8,8 12,2 17,5 8,7 11,8

Fonte: Censis 2008

Ci vorrebbe più integrazione e sostegno nel corso degli studi

Nel percorso scolastico, s’incontrano differenze tra gli studenti immigrati e quelli italiani a causa di problemi di ritardo, dispersione, insuccesso, specialmente nella scuola secondaria superiore.

Gli studenti immigrati sono promossi in misura sostanzialmente uguale nella scuola elementare, dove i programmi d’inserimento sono più specifici e mirati (99,9% di studenti italiani contro il 96,4% di stranieri), mentre le differenze si accentuano nella scuola media e superiore, dove sono pressoché assenti programmi d’integrazione (nella media 97,3% contro il 90,5% e nella superiore l’86,4% contro il 72%). Tra primaria e secondaria, lo stesso trend si riscontra nel ritardo negli studi degli studenti immigrati rispetto a quelli italiani: le difficoltà sono minime o molto basse nella scuola primaria e crescono con il passaggio alle scuole secondarie.

 

Alunni in ritardo (in valori percentuali), per livello scolastico. A.s. 2007/2008
Ordine e grado di istruzione Italiani Non italiani
Primaria 1,8 21,1
Secondaria di I grado 6,8 51,7
Secondaria di II grado 24,4 71,8
Totale 11,6 42,5

 

Fonti
Elaborazioni su dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dossier Caritas 2009
Rapporto Ismu 2009

 

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